Vermi intestinali (ossiuri): tutto quello che (non) vorreste sapere

Qualche mese fa abbiamo scoperto che tutti (e dico tutti) avevamo preso i cosiddetti “vermi intestinali.

Passato lo shock iniziale (ve lo confesso, non ci ho dormito per un paio di notti, al pensiero del mio intestino abitato da migliaia di minuscoli vermini bianchi), ci siamo messi tutti al lavoro, perché, se debellare i vermi dal corpo è abbastanza semplice, “sanificare” la casa è la parte più complessa.

Prima di tutto, però, abbiamo cercato di capire qualcosa in più su questo tipo di infezione.

Cosa sono gli ossiuri e come si sviluppano nel nostro corpo? 

Le infezioni parassitarie intestinali, comunemente note come “vermi”, nonostante ci appaiano come una malattia quasi dimenticata, in realtà sono molto frequenti tra i bambini.

Le parassitosi intestinali che solitamente si sviluppano nelle nostre latitudini sono quelle causate da ossiuri denominati “Enterobius vermicularis: si possono prendere in seguito all’ingestione (o anche all’inalazione) di cisti protozoarie, uova o larve di vermi.

Può comparire in qualsiasi momento della vita, ma il maggior numero di casi si verifica nei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni e, secondo i dati del Ministero, colpisce il 40% – 50% dei bambini in età scolare.

Dopo essere entrati in bocca, le uova attraversano il sistema digestivo, schiudendosi nell’intestino tenue, da dove le larve dei vermi avanzano fino a raggiungere l’intestino crasso. Dopo poche settimane, le femmine avanzano fino alla fine del sistema digestivo e lasciano il corpo, di solito di notte, per deporre le uova.

Le uova grazie a una secrezione speciale aderiscono ai margini dell’ano e della pelle circostante. Da qui, è possibile ricominciare il contagio (ad esempio se il bambino si gratta e poi si mette le mani alla bocca) verso sé stessi e verso gli altri. Questo processo di solito dura da uno a due mesi.

Quando raggiungono l’ano ed escono con le feci, la lunghezza del verme può raggiungere circa i dieci millimetri, abbastanza da essere visto dall’occhio umano; è facile anche notarlo, per via della  sua forma sottile e allungata e del suo colore bianco

Ora, capito come si sviluppano, come faccio a sospettare che mio figlio abbia i vermi, prima di vederli?

I sintomi dei vermi nei bambini

Il sintomo principale è il prurito e il dolore nella regione anale o nei genitali. Questo sintomo si manifesta soprattutto di notte, momento in cui i vermi escono nell’ano, e porta a irritabilità, sonno irrequieto, bruxismo (quando digrignano i denti) e altri disturbi come incubi e persino sonnambulismo.

Il prurito può estendersi anche all’area dei genitali, che sono irritati e infiammati dai graffi. A volte c’è anche una sovrainfezione delle piccole ferite che si fanno con le unghie. 

Nelle bambine possono raggiungere la vagina o l’uretra, provocando irritazione vaginale con prurito, secrezione o fastidio durante la minzione (meno frequente).

Se notiamo questi sintomi nei nostri bambini, è utile controllare attentamente l’area perianale del bambino, separando i glutei e illuminando la zona con una piccola torcia, mentre il bimbo dorme (come abbiamo visto, i vermi escono di notte e sono visibili anche a occhio nudo, mentre le uova no. Attenzione: è una cosa che potrebbe fare un po’ senso, ma non dimenticatevi che sono piuttosto innocui!).

Possiamo anche controllare le feci, dove si osservano spesso i vermi come piccoli fili bianchi sottili che si muovono (tra 0,5 e 1 centimetro).

In rarissimi casi, i vermi possono provocare anche dolore addominale, mancanza di appetito, stanchezza…

Come avviene il contagio?

I vermi intestinali si diffondono facilmente, i principali veicoli per la trasmissione delle uova sono:

  • le mani dei bambini poiché spesso si graffiano nell’area interessata, a causa dell’irritazione che provano; le uova microscopiche così si attaccano sotto le unghie, che fanno da veicolo di trasmissione: se vengono rimesse in bocca, il processo di riattiva in modo automatico;
  • dall’ano: se le uova rimangono abbastanza a lungo da schiudersi, le larve verranno reintrodotte nel sistema digestivo;
  • le uova possono essere involontariamente depositate su vestiti sporchi (biancheria intima, pigiami), biancheria da letto, asciugamani ma anche sul water, sui giocattoli e su tutti quegli oggetti che il bambino può toccare con le mani infette (scrivanie, mobili …). In aria ambiente le uova possono sopravvivere fino a due o tre settimane;
  • alimenti infettati dall’irrigazione con acque sporche;
  • l’aria contaminata;
  • le uova possono anche essere depositate nella sabbia, nei prati, nei parchi giochi, nelle piscine, o anche nelle aule di scuola..

Questo tipo di vermi intestinali colpisce solo gli esseri umani e non infetta né si sviluppa negli animali domestici.

Come eliminare i vermi intestinali?

Il trattamento dei vermi è piuttosto semplice ed efficace ma, se non viene eseguito correttamente, può non risultare efficace.

Solitamente il pediatra i raccomanderà una dose di farmaco antiparassitario (es. mebendazolo, pyrantel o albendazolo) per via orale, da prendere per uno o più giorni. Il fatto è, che nessuno dei farmaci esistenti elimina le uova, che possono così sopravvivere e re-infettare il bambino e tutte le persone che vivono con lui, dopo poche settimane. La nostra pediatra, per questo motivo, ci ha consigliato di prendere una seconda dose del medicinale, due settimane dopo. 

Anche se è infetto un solo membro della famiglia, la cura è bene farla tutti, perchè potrebbe già essere avevnuto il contagio ma risultare ancora asintomatici.

E’ importante, per eliminare le uova depositate attorno all’ano durante la notte, fare il bidet ogni mattina.

Come si può prevenire l’ossiuriasi e la sua diffusione?

Le misure da mettere in atto per prevenire la ricomparsa di vermi e persino l’infezione iniziale sono piuttosto semplici:

  • lavarsi le mani frequentemente, specialmente prima di mangiare e dopo aver usato il bagno o cambiato il pannolino, di ritorno dal parco e la scuola: è una buona pratica che deve imparare a fare tutta la famiglia.
  • tenere sempre le unghie corte e spazzolarle con uno spazzolino per unghie alla fine del lavaggio delle mani;
  • non mangiarsi le unghie;
  • se i bambini non sono autonomi nell’igiene personale, ricordarsi di lavarsi sempre le mani dopo averli cambiati o puliti;
  • pulire i sanitari dopo ogni utilizzo per i primi giorni;
  • cambiare la biancheria intima ogni giorno;
  • per il periodo del trattamento, cambiare la biancheria da letto e i pigiami ogni giorno, facendo attenzione a non sbatterli;
  • per un periodo lavare tutta la biancheria e i vestiti a 60° C, solo a questa temperatura si ha la certezza di uccidere le uova.