Spunti di lettura

In questo strano periodo in cui passiamo di sicuro più tempo a casa rispetto a prima, leggere è diventata l‘unica via per viaggiare, quantomeno con la fantasia e l’immaginazione.

Ecco i 5 romanzi che mi sono piaciuti di più in questo autunno:

L’avversario

di Emmanuel Carrère

Come ci si può relazionare con un mostro che ha ammazzato moglie e figli, genitori e suocero? Che ha condotto un’intera vita di menzogne, truffe e imposture, finché lo scontro con la verità l’ha portato ad uccidere i suoi familiari senza trovare il coraggio di terminare anche la sua vita? Che continua a vivere inventandosi un nuovo scopo nella sua esistenza in carcere, cercando di ottenere perdono e compassione?

Emmanuel Carrère lo fa, riscrive la storia vera di Jean-Claude Rommand, condannato all’ergastolo, psicopatico reo confesso, permettendone la lettura senza moti di raccapriccio, tenendo l’assassino in primo piano, senza giudizio, raccontandone la lunga falsa esistenza come in un film in bianco e nero. Mette di lato le vittime e le emozioni: ne risulta una lettura avvincente e non morbosa, incredibilmente priva di imbarazzo o di disagio.

Una storia incredibile (come mai nessuno si è mai accorto di nulla?) e autentica. Una storia che lascia una scia di turbamento, eppure affascina.

I Goldbaum

di Natasha Solomons

Un’altra storia che fa innamorare. Negli ultimi tempi sono particolarmente fortunata, mi imbatto in libri uno più bello dell’altro. Questa è una storia di famiglia (e dopo la nostalgia lasciata dai Leoni di Sicilia di Stefania Auci, capita proprio a giusta consolazione). Stavolta sono ebrei, ricchissimi, basati in Austria ma poi sparsi in tutta Europa. Si sposano tra di loro per dovere e alleanze – ma poi si amano – alcuni – o almeno si apprezzano.

Racconto di famiglia ma anche storia intorno alla prima guerra mondiale, fatta di uomini al comando che si sentono Dio ma non lo sono, e uomini al comando che sanno di cosa parlano, tutto condito di ingiustizie, fortune e rare bontà d’animo.

Fa riflettere sulla buona sorte che ti fa nascere in un ambiente perfetto, ma poi sta a te rendere la tua vita utile e possibilmente felice. 

Fiori sopra l’inferno

di Ilaria Tuti

Decisamente un buon thriller. Ambientato in una montagna aspra, quella fatta di zone impervie, dure, affascinanti quanto difficili da vivere. I personaggi sono altrettanto rocciosi, a partire dalla tostissima quanto malandata Commissaria Teresa Battaglia, con il suo caratteraccio che non le manda a dire.

L’andamento del romanzo è in crescendo, ogni avvenimento crea più tensione del precedente, ogni scoperta è una sorpresa. Avvincenti le descrizioni, mai noiose né troppo raccapriccianti, dove anche il killer suscita compassione.

L’ho letto in pochi giorni, presa dall’urgenza, ritagliandomi momenti privati anche solo per qualche pagina, sempre alla ricerca del dopo, con l’ansia della fine. Ora devo trovarne un altro all’altezza.

Sangue sporco

di Enrica Arragona 

Romanzo ambientato nella periferia più squallida di Roma, come ne esiste a Milano, a Napoli e nelle grandi città del mondo. Quella periferia, quei palazzoni che se non ci sei vissuto li guardi con raccapriccio e incredulità. Come si fa a vivere così, in mezzo a criminali, drogati, e gente per bene. Molti si adattano e seguono l’onda del degrado; alcuni riescono ad andarsene, portandosi dietro incubi, trovando normalità.

Una storia ben raccontata: talvolta si colgono riverberi del genere di Acciaio, della Avallone, meno duri pur senza risparmiare immagini crude.

Avvincente, nel suo malinconico contemplare le realtà del popolo più sfortunato che si adatta bovino alla quotidianità avvolta nel non voler sapere.

Fedeltà 

di Marco Missiroli

È un romanzo crudo, eppure ricco di sentimento. Più storie si intrecciano, partendo da una coppia felicemente sposata (così dichiarano) e andando ad indagare su altre persone che in qualche modo si sfiorano, a volte si colpiscono. Dalla studentessa con il professore, all’irreprensibile signora con il fisioterapista, tutti tradiscono qualcuno come se fosse inevitabile.

È una storia che tocca il cuore muovendo gli spazi nascosti della mente. Perché c’è sempre un momento in cui la fiducia barcolla e “il malinteso” entra nelle vite di ognuno, sotto forme e con pesi diversi.

Marco Missiroli usa bene le parole, le mette in fila con sapienza, anche per descrivere una Milano attuale e una Rimini nostalgica che avvolge il cuore. “Se siamo fedeli a noi stessi, quanto siamo infedeli agli altri?” Di più non dico.

Buona lettura!