My Grippy: bere senza bagnarsi

Vi ricordate la prima volta che avete cercato in rete la motivazione per cui il vostro adorato batuffolo tutto ciccia e sorrisi si stesse trasformando pian piano nel Re dell’autoaffermazione di sé? E vi siete imbattute in numerose testimonianze di un evento chiamato “terrible two“?

Personalmente, al terzo figlio, non solo pensavo di avere tutti gli strumenti per affrontare questa fase, ma anche di non lasciarmi certo stupire dalle iper reazioni, dalle contestazioni per qualsiasi cosa, dai ripetuti e continui no.

Ma non avevo fatto i conti con Margherita: che non solo è testarda e con un carattere piuttosto deciso, ma ha alle spalle due lunghi anni di osservazione di ogni piccolo gesto, comportamento, parola dei fratelli.

Quindi, con Margherita, non sto affrontando dei semplici “terrible two” ma la loro versione al cubo: è capace di mettere in scena capricci in più atti, si mantiene ferma sulla sua posizione del “no” nonostante i tentativi di corruzione su tutti i fronti, ha fatto del “faccio io” il suo mantra personale.

Ed è proprio il “faccio io” che a casa nostra fa più danni: faccio io con i vestiti, faccio io con lo spazzolino, faccio io con il cibo, faccio io con l’acqua.. 

E l’acqua, ovviamente, è uno dei suoi giochi preferiti: apre i rubinetti e improvvisa travasi, usa i bicchieri come piscine personali delle sue mani, prende le bottigliette e le spreme sul pavimento per fare delle piste d’acqua, quando siamo in macchina e chiede da bere poi distribuisce un po’ del prezioso liquido sui suoi vestiti, su quelli del fratelli, sul seggiolino.. 

I primi tempi era divertente, complice probabilmente il caldo e il fattore novità (nessuno degli altri si era dimostrato particolarmente appassionato a questo elemento e, con ancora fresco nella mente il ricordo di Nicolò “lanciatore” instancabile, ho visto nell’acqua qualcosa di più “contenibile”).

Negli ultimi mesi, invece, tutti abbiamo cominciato a faticare con i continui esperimenti di Margherita, sopratutto con quelli fatti nei momenti in cui è meno controllata.

La tazza My Grippy ci è venuta in aiuto grazie alla speciale valvola che garantisce che il liquido fluisca soltanto quando il bimbo succhia.

Sapete cosa vuol dire? Mai più piste delle macchinine in acqua per il pavimento, mai più docce indesiderate in auto, mai più borsa allagata (per buona pace del mio portafoglio, l’oggetto più lavato della storia).

Certo, all’inizio non vi nego che la cosa non l’ha presa proprio bene.. ha tentato di spremerla in ogni modo, ha provato ad aprirla, ha cercato aiuto nei fratelli per svitare il tappo e alla fine, stufa, l’ha lanciata via. Per poi chiederla a gran voce quando le è venuta sete.

My Grippy: testata e approvata

My Grippy non è la prima tazza che gira per casa, ovviamente, ma quello che l’ha eletta molto velocemente tra le mie preferite è proprio il fatto che, a differenza di molte altre tazze, la valvola che ha all’interno del beccuccio garantisce che il liquido fluisca soltanto quando il bimbo succhia, il che vuol dire dire addio alle classiche gocce che si vuotano comunque fuori dopo che il bambino aveva smesso di bere o in caso la tazza si rovesci (se vi sembra una cosa da poco è perché non avete a che fare con Margherita: alla prima goccia su maglietta o pantaloni comincia ad urlare finché non gliela si cambia).

Inoltre la tazza con beccuccio My Grippy ha:

  • un beccuccio ultra-resistente ai morsi dei dentini
  • una forma ergonomica e materiale antiscivolo, adatta alle mani più piccole
  • pochi componenti (perciò è facile da montare e pulire, vi assicuro che certe tazze, dopo averle smontate non ero più uìin grado di riassemblarle) ed è lavabile in lavastoviglie.

Ultimo, ma non meno importante, non contiene BPA (0% BPA)

Cin – cin!

Post in collaborazione con Philips Avent