Il metodo Montessori in 7 domande

Quando racconto del mio lavoro presso una Casa dei Bambini, fondata da Maria Montessori, tutti mi fanno sempre tantissime domande!

Così ho deciso di iniziare proprio da qui, dalle famose FAQ (ovvero le domande che più di frequente mi fanno) per parlarvi di questo meraviglioso e unico metodo educativo, che ha rivoluzionato la mia percezione del bambino, dell’adulto e dell’ambiente. Questi tre elementi, infatti, se lavorano in armonia l’uno con l’altro supportano positivamente lo sviluppo olistico del bambino

1. Chi è Maria Montessori? 

Maria Montessori è considerata una pioniera dell’educazione del bambino. Grazie alla sua determinazione e alla sua intelligenza riuscì a diventare una delle prime donne in Italia con una laurea in medicina.

Attraverso un’osservazione scientifica Montessori capì che i bambini per poter imparare dovevano utilizzare le mani definite poi “organo dell’intelligenza.

Da qui Montessori iniziò a viaggiare per scoprire quali strumenti implementare per supportare i sensi dei bambini. La prima “Casa dei Bambini” fu aperta a Roma nel 1906 e il suo metodo educativo diventò presto un movimento d’ispirazione in tutto il mondo, ancora studiato oggi giorno. 

2. Che cos’è il metodo Montessori? 

Maria Montessori diceva “l’adulto deve farsi umile ed imparare dal bambino a essere grande”. Il suo metodo pedagogico è quindi creato e sviluppato per il benessere del bambino, affinché tutta la società possa beneficiarne, trovando un nuovo equilibrio tra il bambino e l’adulto

Il metodo Montessori osserva e segue i bisogni del bambino che può liberamente muoversi nell’ambiente creato a sua misura.

In questo spazio pensato per il bambino, esso può concentrarsi, scegliere indipendentemente, utilizzare i materiali a disposizione per tutto il tempo necessario, sviluppando autostima e un senso profondo di comunità. Il bambino costruisce una routine sulle fondamenta del rispetto per sé stesso, dell’altro e per l’ambiente circostante.

In una scuola Montessori, il bambino può soddisfare i suoi bisogni, attraverso il supporto di un adulto consapevole che usa l’osservazione come strumento di comprensione per la creazione di uno spazio stimolante in constante evoluzione, in grado di rispondere alle necessità ed interessi del bambino.

3. Come sono le scuole Montessori? 

Le scuole Montessori sono create affinché tutto possa essere accessibile dal bambino indipendentemente. Maria Montessori diceva “aiutalo a fare da solo”. In questo scenario, l’adulto diventa una guida pronta a supportare il bambino, mostrandogli come fare, con pazienza ed amore, costruendo giorno dopo giorno le capacità fisiche ed emotive per poter essere autonomo e quindi libero. 

I materiali vengono disposti su vassoi che il bambino può selezionare autonomamente, portando nel posto dove vorrà esplorare l’attività; con la libertà di poterla utilizzare per un tempo indefinito, dopodiché, il bambino riordinerà e concluderà l’attività riponendo il vassoio nel posto assegnato. Attraverso questo processo, il bambino matura un senso di responsabilità per l’ambiente, che così facendo viene mantenuto in ordine, ed un senso di appartenenza e rispetto per le persone nella sua comunità.

Il bambino si sente inoltre protetto a sua volta dalla prevedibilità dello spazio e dei comportamenti, e questo senso di armonia con le persone e gli spazi gli consente di concentrarsi per periodi più lunghi senza essere distratto o disturbato. 

4. Qual’è il ruolo dell’insegnante e quali sono le sue responsabilità?

L’adulto è:

  • responsabile dell’ambiente;
  • un osservatore attento;
  • colui che introduce i materiali;
  • un esempio per il bambino;
  • un compagno di gioco;

L’adulto è una guida fondamentale per la comprensione delle emozioni e delle interazioni sociali del bambino.

Attraverso l’osservazione e le conversazioni con il bambino l’adulto può capirne i bisogni, gli interessi e sviluppare strategie in grado di supportarlo.

L’adulto è coinvolto costantemente in un processo di ricerca e di riflessione personale e di squadra con tutte le persone coinvolte – genitori e colleghi. Attraverso la valutazione delle osservazioni raccolte dagli adulti, l’ambiente viene modificato di conseguenza per garantire lo sviluppo armonioso del bambino. 

5. I bambini sono liberi di fare quello che vogliono? 

Maria Montessori diceva “la libertà e la disciplina sono due facce della stessa medaglia: non può esserci l’una senza l’altra”. Nelle scuole Montessori c’è molta libertà, ma ci sono anche tante regole che vengono pensate e condivise con il bambino attraverso un lavoro di dialogo ed ascolto continuo. 

Il bambino è un protagonista attivo e attraverso domande ed interazioni gli adulti e i bambini lavorano insieme per costruire una comunità dove queste regole sono approvate da tutti. Attraverso questo approccio il bambino diventa consapevole di ciò che è socialmente approvato e può sentirsi a proprio agio in un’ambiente che promuove il rispetto reciproco e che gli consente di pensare, trovare soluzioni e scegliere

Nelle scuole Montessori il bambino può sbagliare ed attraverso questi errori di percorso imparare diventando resiliente. Questo processo di prova ed errore, supporta il bambino ad acquisire fiducia in sé stesso e nelle sue capacità, diventando poi un esperto e una guida per i suoi compagni. 

In questi anni preziosi i bambini sono guidati da una forza interiore che li spinge all’esplorazione continua del proprio ambiente in modo spontaneo. Maria Montessori diceva “è come se la natura avesse salvaguardato ogni bambino dall’influenza della intelligenza umana per dare la precedenza al maestro interiore che lo ispira” grazie a “questa singolare facoltà del bambino di assorbire dall’ambiente”. 

Maria Montessori credeva che il bambino, per poter imparare, doveva poter essere libero di muoversi e di scegliere.

6. I bambini seguono davvero tutte le regole? 

Il ruolo dell’adulto è quello di ripetere costantemente queste regole attraverso un supporto verbale e non verbale mostrando come ci si dovrebbe comportare.

Il linguaggio nelle scuole Montessori assume un ruolo molto importante nel guidare il bambino alla comprensione di sé stesso, degli altri e dell’ambiente.

Il dialogo tra l’adulto e bambino è sempre positivo ed attraverso l’ascolto e la riflessione condivisa il bambino può trovare soluzioni che continuino a promuovere il rispetto per sé stesso, le altre persone ed i materiali. 

7. Perché il metodo Montessori è così speciale? 

Il metodo Montessori è studiato sullo sviluppo del bambino e per questo funziona con tutti i bambini del mondo; l’adulto “segue il bambino

Nelle scuole Montessori i bambini si formano per la vita. I bambini imparano ad essere indipendenti, a riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui, acquisiscono autostima, imparano a farsi domande e a trovare le risposte, imparano il coraggio di sbagliare e la forza per riprovare, imparano ad amare se stessi ed ad essere grati per la compagnia degli altri. 

“Il periodo infantile è un periodo di creazione; nulla esiste all’inizio ed ecco che circa un anno dopo la nascita il bambino conosce ogni cosa. […] Nel caso dell’essere umano non si tratta dunque di sviluppo, ma di creazione, la quale parte da zero. Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualche cosa, ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia” – Maria Montessori.