Madrid: cronaca di una vacanza annunciata

Ci sono città che vale davvero la pena di vedere, una di queste è Madrid. In ordine sparso, ecco le nostre impressioni:

  • bisogna andarci. E’ bella, bella, bella, in modo assurdo (chi coglie la citazione?)
  • i mezzi sono efficentissimi. E la gente sui mezzi è cordiale ed educatissima, ogni volta che salivamo su una mezzo pubblico c’era qualcuno che si alzava cercando di cederci il posto perché bambinati (e mai una volta che ci siamo potuti sedere! Nicolò adora la fascia, ma solo in modalità “genitore in piedi”)
  • la gente che incroci per strada è sempre cordiale e sorridente. I vari gaa ghee ghii hanno attirato tantissime madrilene che hanno fatto con Nicolò infiniti discorsi tutti loro, perché né io né Max siamo mai riusciti a capire nulla, di uno e dell’altro.
  • cercando di uscire dall’albergo mi sono schiantata su una porta a vetri chiusa. Come nel più classico dei cartoni animati. Max si sta ancora rotolando per terra dal ridere. E lo sta raccontando a tutti in risposta alla domanda: “Allora, a Madrid come è andata?”

madrid

  • è sempre piena di gente, a qualsiasi orario. Ma anche piena di polizia. Su questo punto siamo stati molto combattuti se esserne felici o preoccupati
  • è pieno di negozi di caramelline, dolci e affini. E in barba alla buona alimentazione li ho testati tutti. Alcuni più volte.
  • è pieno di quei negozi gestiti dai cinesi che stanno aperti 27 ore al giorno e vendono di tutto. Dalle penne a 100 tipi diversi di patatine fritte e tutte le bibite della terra. Anche questi li ho ispezionati a fondo più volte e ho assaggiato delle cose che non rientrano in nessun modo nella piramide alimentare. Li adoro.
  • la stitichezza di Nicolò è stata attribuita totalmente al viaggio, all’aereo, allo stress. La mia alimentazione improbabile si dichiara estranea ai fatti sopra citati.

madrid

  • sono molto ben organizzati per le mamme e i bimbi, molti bagni hanno i fasciatoi.
  • le ragazze, al mattino davanti allo specchio, si chiedono: “mi piace?” e non “mi sta bene?”. Però ci hanno dimostrato più volte di avere un certo fegato.
  • sono tutti molto disponibili nell’aiutarti e nel darti spiegazioni. Ma solo in spagnolo. E se tu li guardi con aria interrogativa ripartono a spiegarti tutto, sempre sorridendo. Alla stessa velocità di prima. Dopo 4 ripetizioni della stessa informazione, incollando tra di loro le parole che hai capito, riesci a dare un senso alle frasi. Più o meno.
  • a qualsiasi domanda, Max rispondeva “Si”. E se non succedeva quello che si aspettava mi guardava stupito e mi chiedeva: “perché fa così?”. E io: “ma hai capito quello che ti ha chiesto?”. E lui “no”, “e allora cosa dici si a fare?”, “mi sembrava carino dire si”… ora, vi sembra logico???

madrid con bambini

  • abbiamo ceduto alla tentazione e abbiamo fatto colazione da Starbucks. Io ci ho messo più o meno un’ora a finire il mio caffè americano piccolo e le calorie contenute nel muffin che mi sono scofanata avrebbero tranquillamente sfamato un intero stato africano per un mese. Ma volete mettere la soddisfazione? Max ha assaggiato il frappuccino…ci vuol coraggio per certe cose!
  • pochi bagni pubblici. per me che ho la vescica grossa come un uovo e bevo come una tribù di assetati non è stato facile.
  • volo di andata: Nicolò si sveglia all’accensione dei motori e si addormenta quando le ruote dell’aereo toccano la pista di atterraggio. In volo ha intrattenuto tutti con i suoi vocalizzi. E ha comprato le hostess a suon di sorrisini a due denti.
  • volo di ritorno: aereo stra-colmo. Tempo di prender posto e Nicolò accende la sirena del troppo stanco. 15 minuti netti per spegnerla tra sguardi misti di “oh, poverino” e “non piangerà così tutto il volo, vero?” passando per “ma ai bambini non è vietato volare?”.

visit madrid

  • oggetto di maggior interesse per Nicolò: una tovaglia di carta in un ristorantaccio per turisti. Prima l’ha stropicciata un po’, poi l’ha assaggiata e infine l’ha stappata tutta con molto gusto. Non ho avuto la forza di fermarlo, rideva così di gusto…
  • la birra non fa latte. Ne ho le prove. Però è buona!

pit stop