La routine della buona notte

La routine della buona notte è una cosa sconosciuta ai più, finché non si diventa genitore.

Da li in poi, almeno finché vostro figlio non è abbastanza grande per andarsene a letto da solo a leggersi quel che vuole o a chattare con gli amici su whatsapp fino ad addormentarsi, sarà il vostro ultimo compito prima di recuperare un po’ di libertà (sempre se non vi addormentiate insieme a loro..).

Da quando il neonato acquista un pochino di stabilità oraria, sarà il vostro modo per dirgli: “fuori è buio, tutti si preparano per andare a dormire, casino ne hai fatto a sufficienza, sei simpatico e carino ma ora almeno qualche ora di tregua concedicela, grazie”.

Ognuno ritaglia il rito della buonanotte sulle sua abitudini, i suoi bisogni, i bisogni del piccolo, la fantasia del momento, svariati tentativi perché non sempre quello che facciamo e quello che vorremmo ottenere da quelle azioni coincidono.

Noi, da 6 anni a questa parte, abbiamo avuto mille routine diverse.

Grazie a qualche libro (poco) illuminante all’inizio lo allattavo e poi lo mettevo nelle culla aspettando che si addormentasse da solo. Ecco, questo metodo con mio figlio non ha mai funzionato. Per lui era come dire: e ora.. festa!! Ore e ore di lotte estenuanti tra i suoi occhi che non volevano chiudersi e i miei che si chiudevano in continuazione. Facevamo anche i turni: io dalle otto alle dieci, mio marito dalle dieci a mezzanotte.

Poi abbiamo provato con la sequenza bagnetto, tetta, nanna nel lettino. E anche qui, abbiamo avuto dei miglioramenti ma i tempi di addromentamento erano sempre lunghini. Allora ho applicato la variante: bagnetto, tetta, nanna addosso alla mamma, messa a letto nel lettino con mosse ninja. E questa variante ha funzionato così bene che mi sono convinta che mio figlio se non avesse fatto il bagnetto non si sarebbe mai addormentato per più di 40 minuti. E così, per due anni, ha fatto il bagnetto tutte le sere, prima di addormentarsi. In mancanza di altro lo faceva nel bidet o nel catino, ma lo faceva. Era una specie di fissa.

Con l’arrivo del secondo mi sono resa conto che i bambini dormono comunque. Routine o non routine.

Mentre Nicolò andava avanti con la sua routine in modo maniacale, Giacomo si è semplicemente adattato. L’unico vincolo che ha sempre posto è stato uno: la mamma. Lui dorme come un sasso se ha la mamma a portata di naso, altrimenti, ancora oggi, si sveglia 50 volte a notte.

Quando sono riuscita a comprendere che Nicolò si sarebbe addormentato anche senza bagnetto, ho aggiunto la modifica che più aspettavo: la lettura della favola della buona notte. Io, da bambina, mi sono sempre addormentata dopo la lettura della favola e questo mi è sempre piaciuto così tanto che non vedevo l’ora di poter fare lo stesso con i miei figli.
La favola non ha mai avuto un punto preciso di lettura: a volte tutti nel lettone, a volte loro nei lettini e io sulla poltrona, a volte Nicolò nel lettino e Giacomo in braccio.. insomma, non importa dove si legge, ma importa leggere.

Ogni sera la favola la scelgono loro (non sempre sono d’accordo sulla favola, non vi dico che litigi che piantano giù) e questo gli piace tantissimo: li vedi proprio che passano i libri, guardano la copertina, ci pensano, magari ne tengono due per mano perché non sanno quale scegliere, insomma, vivono questo “compito” con estrema serietà!

Dopo la lettura della favola, bacio ad entrambi e via.. verso il mondo dei sogni! Da sempre, sono rimasta con loro finché non si addormentano, questo porta a far si che ogni tanto mi addormenti anche io insieme a loro, ma ammetto che è proprio bello abbandonarsi al sonno tutti insieme!

Buona notte!