Quando dare gli antibiotici ai bambini?

Gli antibiotici sono sostanze attive, utilizzate per combattere le infezioni causate da batteri. I batteri che provocano malattie, detti patogeni, sono resi inoffensivi grazie all’azione combinata dell’antibiotico insieme al sistema immunitario del nostro organismo.

Gli antibiotici sono sostanze chimiche sicure, derivate da funghi o batteri, creati con lo scopo di uccidere solo specifici batteri o, almeno, inibirne la crescita e non hanno alcun effetto sulle cellule umane. Per questo motivo, il loro meccanismo d’azione si basa proprio sul colpire le cellule batteriche laddove si differenziano da quelle umane.

Già piccole quantità di antibiotici riescono a inibire la crescita di batteri o addirittura ucciderli.

Ricordate però che gli antibiotici sono efficaci solo contro infezioni causate da batteri. Molto spesso le infezione sono causate da virus o da funghi, quindi, la prima cosa che deve fare il medico, è stabilire se il disturbo sia davvero di origine batterica o meno e quindi, decidere se è indicata una terapia con gli antibiotici.

Non a caso il motivo più frequente di una scarsa efficacia dell’antibiotico è dovuto all’uso inappropriato di questo, in particolare nelle infezioni miste causate sia da batteri che da virus.

Un’efficacia insufficiente può esserci anche con l’antibiotico giusto, se il farmaco non è stato preso secondo le prescrizioni o per un periodo troppo breve.

La famiglia degli antibiotici

Gli antibiotici si dividono in sostanze con spettro d’azione ristretto o largo; questi ultimi sono detti anche “antibiotici ad ampio spettro” e sono suddivisi in sette famiglie.

Le più note sono:

  • Penicilline: l’esponente più noto è anche il primo antibiotico scoperto, ovvero la penicillina. Le penicilline e le cefalosporine agiscono sulla parete cellulare, impedendo i legami che formano la struttura della capsula batterica. Il batterio così si deforma e scoppia;
  • Cefalosporine;
  • Chinoloni;
  • Macrolidi;
  • Aminoglicosidi;
  • Tetracicline;
  • Sulfamidici.

Come scegliere l’antibiotico giusto

I fattori decisivi per scegliere l’antibiotico più appropriato sono il tipo di infezione e la storia clinica individuale del paziente.

Non tutti gli antibiotici dimostrano la stessa efficacia contro ogni batterio. Compito del medico è quello di selezionare l’antibiotico che ha l’efficacia maggiore contro i batteri dell’infezione in corso.

Inoltre bisogna considerare anche l’età del paziente e se questo soffre di altre malattie, oppure se ha allergie o, ancora, se prende altri medicinali.

E’ anche una questione di dosi: il medico può reputare necessario modificare il dosaggio rispetto a quello indicato sul foglietto illustrativo.

Gli effetti collaterali degli antibiotici

Gli effetti collaterali della terapia antibiotica possono essere di diverso tipo, (specifici della sostanza). La frequenza degli effetti collaterali varia da antibiotico ad antibiotico e, naturalmente, anche da individuo a individuo.

In ogni caso il rischio di infezione ha la priorità sui rischi effettivi degli effetti collaterali.

Gli effetti collaterali più frequenti sono legati alla tollerabilità gastrointestinale perchè, purtroppo, gli antibiotici possono colpire anche i batteri della flora intestinale (che hanno la stesse “fisionomia” di quelli cattivi, anche se svolgono una funzione utile necessaria).

Di conseguenza, durante la terapia con gli antibiotici, spesso compaiono disturbi della digestione come feci molli o diarrea, che però spariscono in fretta alla fine del trattamento. Attenzione: in caso di rapida comparsa di diarrea e di feci sanguinolenti bisogna consultare il medico.

Alcune persone, per migliorare la tollerabilità intestinale all’antibiotico, usano mangiare dello yogurt: non dimenticatevi che i latticini possono compromettere l’assorbimento di alcuni antibiotici. Stessa cosa riguarda i pasti: fatevi dire dal medico o leggete sul foglietto illustrativo se è meglio prendere l’antibiotico prima, dopo o durante i pasti perchè a seconda del tipo di antibiotico che vi è stato prescritto, questo può modificare il suo grado di assorbimento in presenza o meno di cibo.

Nel foglietto illustrativo sono elencati anche tutti i possibili effetti collaterali, che sono di frequenza variabile e non compaiono in tutti pazienti. Anche se la lista è lunga non lasciatevi spaventare e non lasciatevi prendere dalla tentazione di interrompere anticipatamente il trattamento: per ogni dubbio ricordatevi che gli unici in grado di rispondere con cognizione di causa sono il medico e il farmacista.

Durata del trattamento

Anche se è già dall’inizio della terapia i sintomi migliorano in fretta e i segni di infezione regrediscono rapidamente, dovete continuare a prendere l’antibiotico alla dose prescritta e non smettere di prenderlo prima della fine del periodo di trattamento stabilito dal medico.

Un miglioramento nei primi giorni indica che il trattamento ha il giusto effetto sui batteri responsabili dell’infezione. Tuttavia, per eliminare efficacemente tutti i batteri, l’antibiotico va preso per un periodo più lungo, altrimenti i microrganismi più robusti, sopravvissuti ai primi giorni di terapia, tornano a moltiplicarsi (sviluppando quella che viene definita una “resistenza”).

Batteri resistenti

Un’interruzione prematura della terapia o un dosaggio troppo basso consentono ai batteri di imparare a proteggersi dall’antibiotico.

È una forma di meccanismo di sopravvivenza: gli antibiotici di regola uccidono i batteri, ma talvolta qualcuno resta vivo. Significa che quel batterio è diventato resistente all’antibiotico e, insieme a lui, tutta la sua discendenza.

L’antibiotico che prima era efficace, ora è inutile e ne va cercato un altro per riuscire a combattere l’infezione.

Il problema delle resistenze

Se l’antibiotico viene utilizzato nel modo sbagliato, si sviluppa una resistenza.

La resistenza non la sviluppa il corpo ma bensì i batteri e tutti i loro discendenti, d’ora in avanti, erediteranno questa resistenza e, a catena, tutte le infezioni causate da questa nuova generazione di batteri non potranno più essere curate con l’antibiotico che fino ad ora era efficace.

Se malauguratamente un giorni i batteri sviluppassero una resistenza a tutti gli antibiotici conosciuti, si correrebbe il rischio di esaurire le terapie efficaci: le infezioni non potranno più essere curata adeguatamente in fretta come oggi e, come nel passato, torneranno a fare molte vittime (suona come apocalittico, lo so, ma bisogna averne coscienza).

Solo con l’uso corretto degli antibiotici si può tenere sotto controllo il problema delle resistenze.

Per questo motivo gli antibiotici possono essere prescritti solo dal medico e noi, come pazienti, dobbiamo fare la nostra parte seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni del medico sull’impiego dell’antibiotico.

Gli antibiotici inutilizzati

Gli antibiotici inutilizzati vanno riportati in farmacia per lo smaltimento specializzato.

Non conservate gli antibiotici per un eventuale uso futuro e non passateli ad altre persone, perché ogni caso di infezione richiede una nuova valutazione medica per capire se è necessario l’antibiotico e, in caso affermativo, quale scegliere e in che dosaggio assumerlo.

Riassumendo:

  • utilizzate gli antibiotici solo su prescrizione medica;
  • attenetevi scrupolosamente alla posologia prescritta;
  • rispettate la precisa durata del trattamento, non interrompetela anticipatamente in caso di miglioramento;
  • leggete attentamente foglietto illustrativo;
  • rivolgetevi al medico o al farmacista se avete domande o dubbi;
  • riportate gli antibiotici inutilizzati farmacia;
  • non passate di antibiotici ad altre persone.