Bambini e Covid19: cosa sappiamo fino ad ora?

Inutile negarlo, ormai, ce ne siamo accorti tutti: questo Coronavirus pare non colpire i bambini o, quantomeno, i pochi che ne risultano colpiti manifestano la malattia con sintomi lievi, quasi trascurabili (sopratutto se paragonati a quelli che si sono rilevati in noi adulti).

Al momento le statistiche ci dicono che i bambini italiani contagiati sono pochissimi e che nessuno di loro ha manifestato sintomi gravi o mortali. Ci sono due casi di ragazzi sopra i 10 anni segnalati con sintomi gravi a livello mondiale ma di cui sappiamo davvero poco.

Una prestigiosa rivista americana ha pubblicato uno studio basato sui contagi in Cina in cui si evince che i bambini sotto i dieci anni contagiati erano solo l’1 per cento, e non era stato registrato nessun decesso. La stessa cosa era successa con le precedenti epidemie (quella di Sars e quella di Mers) ma la motivazione ad oggi non è ancora chiara.

Come sempre sono state fatte diverse ipotesi, quella più accreditata è che i bambini abbiano un sistema immunitario più “allenato” a rispondere agli attacchi dei virus nuovi e che quindi siano in grado di rispondere meglio e più velocemente all’infezione.

“Sappiamo che i bambini tendono ad avere un’infezione più leggera”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico di Covid-19 presso l’OMS in un’intervista. “Non possiamo dire che è universalmente lieve nei bambini, quindi è importante proteggerli come popolazione vulnerabile”. Quindi anche loro rischiano di ammalarsi e possono contagiare altre persone.

Un’altra ricerca ha evidenziato che i bambini di tutte le età sono vulnerabili al Covid-19 ma da queste è anche emerso che quasi tutti i casi conformati avevano in forma leggera i classici sintomi dell’influenza, come mal di gola, tosse, febbre e dolori muscolari e alcuni erano addirittura asintomatici.

Questo non vuol dire che non ci siano bambini che sviluppano sintomi gravi, come la polmonite, che richiedono un ricovero ospedaliero e una terapia più aggressiva ma, per fortuna, sono stati solo una piccolissima percentuale. Come sempre si è visto che bambini come malattie croniche sono risultati più a rischio di avere un’infezione grave.

Sapere che ci sono anche bambini asintomatici è molto importante per indirizzare le misure di contenimento della pandemia in corso: come per le influenze stagionali, lo stretto contatto tra bambini asintomatici con bambini non infetti potrebbe essere un canale privilegiato di trasmissione dell’infezione ed è per questo che, ancora oggi e ne prossimo futuro imminente, le scuole restano chiuse.

Al momento le misure di controllo dell’epidemia – ovvero il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone o disinfettante e il distanziamento sociale, oltre al divieto di aggregazione – sono fondamentali tanto per i bambini quanto per gli adulti sani e, ancora di più, per le persone più anziane o malate.