Colpo di calore nei bambini: come prevenirlo e curarlo

L’estate è il momento in cui noi e i nostri bambini passiamo la maggior parte del tempo fuori di casa, cosa che fa benissimo non solo al corpo, ma anche alla mente. Però, sopratutto nelle giornate molto calde, dobbiamo usare qualche piccolo accorgimento per evitare spiacevoli conseguenze.

Quando la temperatura sale, in particolar modo se la giornata è molto umida, il nostro organismo viene messo a dura prova. I bambini, in particolar modo i più piccoli, sono soggetti ancor più vulnerabili in quanto la loro termoregolazione è ancora immatura, anche considerando che la superficie corporea, che permette la traspirazione, è decisamente più ridotta.

Non a caso, in questa stagione spesso sentiamo parlare di “colpo di calore“. Ma cos’è esattamente?

Il colpo di calore è un malessere dovuto a un innalzamento improvviso della temperatura corporea, che può manifestarsi con sintomi più o meno intensi.

Le condizioni favorenti il colpo di calore sono tre:

  • temperatura elevata;
  • alto tasso di umidità;
  • scarsa aerazione.

Quindi la combinazione di caldo e umidità sono la causa principale del colpo di calore.

Tra i sintomi, i bambini possono presentare febbre, tremori, vertigini, dolori addominali, mal di testa e delirio con successiva perdita di coscienza (svenimento) se non si interviene prontamente con l’abbassamento della temperatura.

È molto importante tener presente che i bambini fino a due anni di vita hanno un sistema di termoregolazione non ancora completo, i neonati in particolare sono i più fragili, con un sistema di termoregolazione totalmente immaturo, man mano che cresce diviene sempre più stabile grazie all’aumento della massa corporea, in particolare del grasso che funge da barriera isolante. Già a 6 anni, il sistema di termoregolazione perfeziona i meccanismi di brivido e sudorazione, per arrivare alla completa maturazione in età adolescenziale. Questo è importante da sapere quando abbiamo accanto un bambino con febbre.

Cosa possiamo fare se sospettiamo un colpo di calore?

  • Con un neonato: prima di tutto misurare la temperatura corporea e poi osservarlo nel suo insieme, dal colorito della cute alla capacità di interagire con gli ambienti, passando per il ritmo sonno veglia, le caratteristiche del pianto e la reattività agli stimoli.
  • Per i più grandicelli: misurare la temperatura corporea (attenzione: viene considerata ipertermia – febbre – una temperatura ascellare maggiore di 37,5 gradi centigradi o rettale maggiore di 38,2 gradi centigradi) e osservare se ci sono altri sintomi associati come ad esempio la cute calda e arrossata, disidratazione, cefalea, sensazione di malessere affaticamento, tachicardia, brividi o presenza di pelle d’oca.
  • In caso di febbre applicare spugnature o bagni con acqua tiepida. No alle spugnature con alcool, in quanto evaporando può essere inalato con conseguenti effetti tossici sul bambino.
  • Se il bambino se la sente, può tranquillamente bere (non acqua gelata!)
  • Se possibile mantenere il bambino il più scoperto possibile, con indosso solo abiti di cotone, che permettono una corretta traspirazione
  • Se si è soliti usarli, abbassare la febbre con farmaci adeguati (paracetamolo o ibuprofene, preferibilmente dati per bocca).
  • Se il bambino non migliora, o in presenza di disturbi della coscienza, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso.

Come prevenire il colpo di calore?

  • Non esporli al sole negli orari più a rischio, sopratutto se neonati (quindi più o meno dalle 11 alle 17). In ogni caso porre sempre attenzione quando si espone il bambino (solo dopo l’anno di vita) al sole diretto. I raggi solari sono molto utili perché favoriscono la produzione di vitamina D, ma l’esposizione deve avvenire in maniera graduale.
  • Per i più grandicelli evitare di fargli praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde.
  • In casa creare un ambiente il più possibile ventilato, eventualmente utilizzando un ventilatore. Se si ha un condizionatore tenere la temperatura tra i 23 e i 25° C e utilizzarlo preferibilmente come deumidificatore.
  • Far indossare al bambino indumenti leggeri e traspiranti (preferibilmente di lino o cotone); preferire colori chiari dei vestiti che respingono i raggi solari. Per i più piccoli sempre il cappellino in testa.
  • Non dimenticare di utilizzare sempre creme solari ad alta protezione. Un’esposizione non protetta può causare eritemi solari o ustioni, e creare danni irreversibili alla pelle.
  • Bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno (anche più volte nella giornata);
  • Aumentare l’apporto idrico per reintegrare i liquidi persi tramite la sudorazione. In caso di caldo intenso possono essere utili anche le bevande che contengono sali minerali
  • Privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura.