Fra tradizione e memoria

Nella vita ante-figli, la routine era una cosa noiosa e scomoda.
Nulla nella nostra vita familiare aveva un ritmo prestabilito e la capacità programmatica si fermava al prenotare, per tempo, un tavolo decente al ristorante.
Poi è arrivato Nicolò, con i suoi 48 cm per 3 kg di ingombrante presenza e nel tempo si sono aggiunti altri cm e altri kg, oltre ad altre piccole e ingombranti vite, con altrettanti cm e altrettanti kg.
E, insieme a loro, una serie di domande mi sono cadute addosso peggio di una pioggia di meteoriti.

Ho imparato che, per quanto uno possa apparire organizzato, qualcosa lo si sarà sicuramente dimenticato. Per contro ho cominciato ad apprezzare i piccoli riti, la ripetizione dei gesti, il valore degli oggetti.

In un momento di grande rivoluzione, dove non sapevo cosa e come fare il più delle cose, dove tutto era nuovo e sconosciuto, ogni oggetto ha assunto un valore diverso.

bellezza degli oggetti

Il lettino dove aveva già dormito il cuginetto, il carillon tanto caro alla cuginetta, un giocattolo vecchio di trent’anni donatomi da un vicino, altri giochi o vestiti datemi da amiche, qualcosa che era stata mia, qualche altra di mio marito. In questo anni non so più quanti oggetti sono apparsi in casa nostra, tutti accompagnati dalla loro storia.
E ogni volta che li prendo in mano, raccolgo la loro storia e la racconto ai bambini. Affinchè capiscano che quello che hanno, non è qualcosa di semplicemente riciclato perché la mamma e il papà hanno l’animo genovese o perché in un momento di crisi il risparmio è tornato in auge.
Quel giocattolo ha già regalato gli stessi urletti di gioia ad un altro bimbo e magari domani ne donerà di nuovi ad un bimbo che ancora non conosciamo.

E’ questo il dono che dobbiamo imparare a vedere, la quarta dimensione di ogni cosa: la sua storia.

La storia di un oggetto, la storia di una giornata che si ripete immutata nel tempo, la storia di un dolce, di un rito, di un gesto, di una festa.

Viviamo l’oggi attraverso l’esperienza acquisita ieri. E’ la storia che ci rende ciò che siamo oggi e che saremo domani: la storia del Mondo, la storia del nostro Paese, la storia della nostra Regione, la storia della nostra famiglia, la nostra storia personale.

E allora, perchè non trasmettere anche la storia degli oggetti? Non di tutti, per carità, viviamo sommersi di cose. E di queste, almeno un quinto non ci ricordiamo di averle e un terzo sono superflue (ma io per prima non sarei un grado di rinunciarvi) perciò, perchè non provare a valorizzare pochi oggetti, legati ad una tradizione personale o popolare?

In un calendario zeppo di “festa di, dei, del..” ne scelgo alcune e provo a viverle insieme ai bambini con un’intensità diversa, quella della tradizione.
In un mondo pieno di oggetti, ascolto e tramando la storia di quelli più importanti.
E creo, con la mia Famiglia, la nostra personalissima tradizione.
E nella tradizione, cerco il valore dell’educazione.