Rotavirus. Se puoi, evitalo.

febbre

Tra le malattie gastrointestinali è sicuramente una delle peggiori.

A casa nostra è passata più volte e ha sempre mietuto vittime. Un po’ perché Giacomo ama immergersi nella terra e, con le stesse mani con cui ha scavato qualcosa che somiglia molto al traforo del S. Gottardo nel nostro giardino, un attimo dopo, sta mangiandosi il gelato senza passare dal bagno a lavarsi le mani. Un po’ perché Nicolò, nonostante la fase orale sia finita da un pezzo, una ciucciatina alla sua Peppa – che abbandona pressoché ovunque – non ha ancora smesso di dargliela (ma di nascosto, eh! Se glielo chiedete, negherà!). Su Margherita.. che vi devo dire.. lei è l’unica che avrebbe il diritto di ammalarsi di una malattia così, che si trasmette per contagio diretto sopratutto attraverso la bocca!

Ma cos’ha di particolare questo Rotavirus? Perché è più temuto di altri?

Come la maggior parte delle malattie gastro – intestinali, la maggior possibilità di ammalarsi si ha tra novembre e marzo, quindi nella stagione più fredda e secca dell’anno. Ed è particolarmente diffusa tra i bambini sotto i 5 anni d’età. Nei neonati può causare una diarrea molto forte portandoli velocemente a disidratazione. Purtroppo, non vale mai la regola del “fatta una volta, tolto il pensiero” perché è una di quelle malattie che si possono ripresentare nel corso degli anni, anche se in forma più leggera.

 

Si trasmette prevalentemente tramite contatto diretto con una persona che sta incubando la malattia ma anche attraverso l’ingestione di acqua o cibo contaminato o a causa di contatto con superfici contaminate (leggi: hai presente quando becchi tuo figlio che senza motivo apparente lecca il tavolo del bar?)

rotavirus

 

Come la maggior parte dei virus, da quando tuo figlio è entrato in contatto con il virus a quando questo irrompere nella tua vita passano circa due giorni. La malattia si presenta in modo piuttosto antipatico con febbre, dolore addominale, vomito, diarrea acquosa che può proseguire anche per 3/8 giorni (la fase acuta di solito si risolve in 24/48 ore). Vista la durata e l’intensità, questo tipo di malattia può portare con – relativa – facilità alla disidratazione.

 

 

Come riconoscere la disidratazione?

(S)fortunatamente i sintomi sono pochi e molto chiari: ridotta produzione di urina, sete eccessiva, secchezza della bocca e sonnolenza insolita; in questo caso occorre andare subito in Pronto Soccorso. Tra le malattie gastro intestinali è quella che causa il ricovero in ospedale con maggior frequenza e l’unica terapia conosciuta, al momento, è la somministrazione di liquidi (sia per bocca che attraverso una flebo) per ristabilire un corretto equilibrio idro-elettrolitico.

Cosa possiamo fare a casa, durante la manifestazione della malattia?

  • prima di tutto, se ci sono altri bambini in giro (ma anche per evitare noi di prenderla) diventare dei maniaci dell’igiene: lavare i sanitari con detergenti disinfettanti ogni volta che si va in bagno. Dare ad ognuno una salvietta dedicata. Lavare sempre le mani prima e dopo essere andati in bagno, prima di ogni pasto, prima di metterci a cucinare, prima e dopo aver cambiato il pannolino.. insomma, sempre!
  • per i bambini in allattamento è fondamentale che questi siano allattati ogni volta il bambino lo richiede, senza nessun tipo di limitazione. Per i bambini più grandicelli, che mangiano già spontaneamente, non esiste più il concetto di dieta in bianco: lasciateli liberi di mangiare quello che preferiscono. Unico limite: no ai cibi e bevande ricchi di zuccheri semplici che possono aggravare la diarrea.
  • far bere al bambino una soluzione di acqua e sali minerali (nota come “reidratante“) dandogli un cucchiaino di reidratante ogni 10 minuti, per facilitare l’assorbimento dei liquidi nello stomaco ed evitare l’insorgere di vomito. Questa di solito è la parte più faticosa, sopratutto se i bimbi hanno il vomito: hanno sete, tanta sete e non hanno il senso del tempo. Noi, per ovviare a crisi di pianto continue abbiamo escogitato la soluzione del timer: ogni volta che bevono, lo mettiamo a 10 minuti e possono bere di nuovo solo quando suona. Li ho più volte trovati a fissare il timer in attesa che suonasse.. ma almeno ho evitato di disperdere altri liquidi con le lacrime..

biberon philips

  • via libera a tutto per passare la giornata nel migliore dei modi: qualche gioco nuovo, un po’ di TV fuori dagli orari canonici, IPad come se non ci fosse un domani.. queste cose non aiutano a migliorare i sintomi.. ma l’umore si!

In caso di dubbio, contattate sempre il pediatra o rivolgetevi al più vicino Pronto Soccoso, questo tipo di infezione non è mai da sottovalutare!