Babywearing: la scelta di supporto.. è anche la questione di fisica!

“al mio bambino non piace stare in fascia o nel marsupio”

“il mio bambino si infastidisce velocemente nel supporto e piange”

“dopo un po’ che lo porto, mi fanno male le spalle”

“ma è comodo nel supporto?”

“ma non gli sto facendo male?”

“sarò comodo a portarlo in questo modo?”

Affermazioni e domande di questo tipo sono molto frequenti tra i genitori; spesso sono espressioni di un disagio, non solo di fronte alla difficoltà di stare a contatto con il proprio bambino, ma anche alla fatica nella scelta di un supporto adeguato alle loro esigenze (e a quelle dei loro bambini), o all’incertezza dovuta all’ampia offerta del mercato…  e tanto altro.

babywearing

Fascia e marsupio: perché scegliere un supporto ergonomico?

Fascia lunga, fascia elastica, marsupio, zaino, amaca: sono tutti strumenti all’apparenza semplici, che consentono di portare a contatto con il proprio corpo i bambini fino all’età in cui possono camminare (e oltre).

Tutti questi supporti, in mille sfumature diverse, si trovano in vendita nei negozi di articoli per l’infanzia e su internet.

In questa “giunga” il (neo/futuro) genitore – o qualsiasi persona che cerchi un supporto valido senza sufficienti informazioni – ci si perde facilmente. Senza un’informazione adeguata, affidandosi alla pubblicità, ai commessi – non sempre con le giuste conoscenze – oppure copiando le celebrità che promuovono un tipo di prodotto, si finisce con l’acquistare un supporto che dopo un paio di prove finisce sepolto in fondo all’armadio, spesso con il cuore spezzato perché si perde l’occasione di tenere il proprio bambino a contatto, sentendosi pure truffato perché i soldi spesi non sono mai pochi.

Iniziamo con fare una prima distinzione, infatti i supporti per portare si dividono in due grandi classi: ergonomici e non ergonomici.

I supporti ergonomici sono quelli che assecondano la fisiologia del portato (bambino) e del portatore. Sono invece considerati non ergonomici quelli che non lo fanno e che potrebbero, nel lungo periodo o in casi particolari (ad esempio per problemi all’anca) aggravare il disagio, creando per di più un sentimento di frustrazione nel genitore che “non ce l’ha fatta”.

Per capire meglio questo lato dobbiamo approfondire un aspetto tecnico, visualizzando i concetti di pressione e baricentro, strettamente connessi con comfort e fisiologia del portare.

double hammock

Pressione e baricentro: cosa sono?

Con il termine pressione intendiamo la forza che il portato – con il suo peso – esercita sul supporto in direzione verticale (verso terra), considerando la superficie sulla quale questa forza viene esercitata, cioè lo strato di tessuto sul quale è seduto il bambino. Più la superficie è piccola, più la forza esercitata sarà maggiore; un po’ come succede sulla sabbia bagnata: mettendo la scarpa piatta lasciamo un’impronta, se indossiamo un tacco a spillo formiamo un buco piccolo ma profondo.

Il baricentro è il punto in cui possiamo immaginare concentrata tutta la nostra massa, ed è posizionato circa all’altezza dell’ombelico. Quando genitore e bambino sono a contatto possiamo vederli come un sistema unico dotato di un suo baricentro, la cui posizione dipende dalle posizioni relative dei due baricentri separati. Per ottenere un comfort maggiore nell’atto del portare è importante che i baricentri di bambino e genitore si trovino il più possibile vicini, in modo che quello del sistema complessivo non sia più di tanto lontano dall’originario del genitore (e qui rientra il concetto di strettezza, spesso così difficile da comunicare ma allo stesso tempo cosi importante).

A livello fisico, questo accorgimento fa si che il carico di peso aggiuntivo si distribuisca in modo fisiologico sul genitore, senza modificare eccessivamente gli equilibri del sistema muscolo-scheletrico. Immaginiamo di dover tenere in mano un’asta lunga 40 cm, all’estremità della quale è appoggiato un peso di 3kg. Per quanto tempo riusciamo a tenerlo? Non sarebbe più facile se il peso fosse spostato molto vicino al punto di presa dell’asta?

Maggiore la distanza del nuovo baricentro rispetto a quello del genitore, maggiori gli sforzi che la sua muscolatura deve supportare: la conseguenza è un inferiore comfort del portare e una facile stanchezza.

Perché è importante posizionare correttamente il bambino all’interno della fascia o marsupio?

Nella seduta corretta la posizione delle gambe risulta essere divaricata seduta, ovvero formata da un supporto che si estende e/o avvolge il bambino da un incavo popliteo all’altro, assicurando la posizione “a rana” o a “emme”: il sederino del bambino si trova più basso rispetto alle sue ginocchia, che sono quindi simmetriche tra di loro, mentre i piedi sono paralleli al pavimento.

posizione divaricata seduta

Consideriamo quindi due gruppi di supporti: ergonomici e non. Nel primo gruppo si trovano le fasce e i marsupi ergonomici (a grandi linee e se usati entrambi in modo corretto!), nel secondo si trovano marsupi non ergonomici e tutti gli altri supporti che non permettono di portare il bambino in posizione verticale, con le gambine a “rana” e il tronco totalmente sostenuto. 

Per quanto riguarda il supporto non ergonomico, il più diffuso sul mercato è il marsupio. Come distinguerlo?

  • la seduta larga circa 10 cm, quindi molto più stretta del panello che sostiene il tronco,
  • le regolazioni che permettono un avvicinamento del bambino al corpo del genitore sono poche o inesistenti.

E’ importante che un supporto abbia alcune regolazioni per far si che sia assicurato un contatto stretto tra i due corpi con relativo scambio di calore, sostegno del tronco e posizione del baricentro del bambino vicino al quello del genitore (ricordate l’esempio dell’asta e del peso?).

Inoltre, con il marsupio non ergonomico tutto il peso del bambino viene scaricato sulla pelvi: la figura qui sotto mostra come la pressione esercitata sulla pelvi del bambino, in questo caso, tenendo conto del suo aumento di peso con lo sviluppo, cresca notevolmente. Per il portatore invece tutto il peso del bambino viene scaricato sulle spalle. Dato che spesso questo tipo di supporto ha gli spallacci molto stretti, si ottiene un effetto tipo borsa da donna piena e pesante con tracolla molto stretta: si sa che dopo poco diventa davvero fastidiosa; se tenuta a lungo, causa dolore che permane anche dopo che la si è tolta.

 posizione-corretta-gambe-bambino-babywearing
La posizione corretta e non corretta nei due tipi di supporti strutturati. Fonte: Institute of Hip Displasia.

 

Come secondo caso consideriamo un marsupio ergonomico. Quali sono le principali caratteristiche?

  • ha una seduta larga circa 40 cm – spesso dotata di una coulisse che permette un minimo di regolazione – che forma un rettangolo uniforme con tutto il panello,
  • è dotato inoltre di diverse regolazioni che permettono l’avvicinamento del bambino al corpo del genitore, oltre all’adeguamento minimo dell’altezza e della larghezza del panello alle dimensioni del bambino,
  • la cintura e gli spallaci permettono inoltre la distribuzione del peso sul corpo del portatore, diminuendo la pressione sulle spalle e assicurando che la posizione del nuovo baricentro sia più vicina a quella originale.

Ovviamente la seduta cosi larga pone un limite inferiore all’età del portato, dai circa 4/6 mesi, oppure quando la distanza tra un ginocchio e l’altro, in posizione divaricata seduta, corrisponde alla larghezza del panello del supporto.

La fascia è il supporto più versatile, senza limite inferiore di età (grandezza), né superiore.

La seduta formata da questo supporto “cresce” assieme al piccolo, assicurando la giusta posizione divaricata seduta, assecondando la naturale apertura del bacino del bambino, sostenendone il tronco e garantendo la posizione del nuovo baricentro dei due corpi (“sistema” bambino-genitore) il più vicino possibile a quello del portatore. La larghezza della seduta varia seguendo la crescita del bambino; contemporaneamente assicura la minima pressione sulla pelvi del bambino (tenendo sempre come punto fermo il fatto che il bambino sia portato in modo corretto).

Nel grafico sottostante si può vedere l’andamento della pressione esercitata sulla pelvi del bambino in funzione del suo peso. Si noti come la pressione più bassa sia quella in fascia e risulti quasi costante, indipendentemente dal suo peso. Le pressioni più alte vengono esercitate sul corpo del bambino in un supporto non adeguato, come il marsupio non ergonomico o qualsiasi altro supporto in questa categoria. Per esempio, la pelvi di un bambino di 10 kg è sottoposta ad una pressione di circa 1000 kg (una tonnellata!) per metro quadrato.

marsupio ergonomico si o no?
Confronto di pressione esercitata sul corpo del bambino in vari tipi di supporto in funzione di peso. I dati sono basati sulle misure degli supporti (marsupio non ergonomico- Chicco; marsupio ergonomico – Manduca) e di un gruppo-test dei bambini in età 0-4 anni, tenendo in contro la distanza dall’incavo popliteo all’incavo popliteo e il peso del bambino.

 

Scegliere il supporto, corretto per il bambino e comodo per il genitore, non è solo questione di gusti, di fantasia, di etica.. ma anche una questione di fisica!

Articolo scritto e redatto di Marta Mroz, istruttrice Portare i Piccoli.
Marta lavora a Milano e Segrate, potete contattarla per telefono (3208631856) o mail (marta.portareipiccoli@gmail.com), in alternativa scrivendo direttamente al suo profilo Facebook.