E tu, sai desiderare?

festeggiare il natale

Natale si avvicina, ve ne eravate accorti?

Il mio personalissimo calendario dell’avvento è fatto di ansia: più si avvicina il 25, più mi accorgo di essere indietro con i regali, più mi sale l’ansia. La differenza tra me e un bambino di 3 anni, in quanto ad ansia per l’arrivo di Babbo Natale, è pressoché inesistente. Solo che la sua è un crescendo in positivo, la mia in negativo.

Quest’anno poi, come non mai, arranco su tutto.

E la cosa peggiore è che la prolattina – probabilmente – non mi fa sentire l’ansia. Quindi, i giorni passano e io non faccio un’accidenti per i regali (ho in testa cosa fare per i bambini e su quello mi sento – abbastanza – in tempo, sono tutti gli altri che mi preoccupano, un vuoto cosmico di idee e zero voglia di azionare il cervello). Temo catastrofi. O una meravigliosa iper creazione di oggetti confezionati dalle abili mani dei miei figli: avendone ben tre, di cui due iniziati da tempo all’arte dei “lavoretti“, perché non torturare amici e parenti con le loro orribili fantasiose produzioni?

Ma alla fine, l’interrogativo di partenza di oggi era un’altro.

Torniamo quindi al punto: sappiamo ancora desiderare?

Io si. A me piace desiderare.
Mi piace andare in giro e guardare cose che vorrei e non comprarle.
No, non perché sono masochista, ma proprio perché mi piace desiderare.

Perché almeno, quando arriva Natale o il compleanno, ho qualcosa che vorrei ricevere e lo aspetto con quel misto di impazienza e felicità che il desiderare crea.

Così come mi piace andare in giro e, se trovo qualcosa che piacerebbe a qualcuno che conosco, lo appunto nella mia lista dei desideri altrui per poi tirarlo fuori al momento giusto. Anche solo per non trovarmi impreparata in momenti come questi (si, lo ammetto, devo passare dall’appunto mentale a quello cartaceo, sto invecchiando e tendo a dimenticare buona parte della wish list altrui e personale). Per regalare una cosa pensata, meditata e non improvvisata all’ultimo perché “il regalo si deve fare“.

lettera a babbo natale

Per la prima volta, poi, mi sono accorta che i bambini sono arrivati a Natale quasi senza desideri.

Certo, aspettano Babbo Natale con ansia, ma quando ho chiesto loro “cosa volete chiedergli?” mi hanno risposto con 1000 giochi diversi, senza davvero metterne uno o due al centro. Mi hanno chiesto dalla palla al razzo spaziale, hanno messo uno croce accanto a mille mila giochi ma senza un vero perché, non si sono mai soffermati a sospirare davanti ad un gioco.

Forse gli ho dato troppo, in questo ultimo anno, complice la stanchezza, il tempo sempre troppo poco, le mille novità ma so di aver ceduto tante volte nel comprargli una piccola cosa. Un premio perché erano stati bravi ad una visita, un altro perché erano stati bravi mentre facevamo la spesa, poi quello per il bel voto, poi i mille mila regali per i compleanni, quelli senza motivo apparente, quelli perché arriva la zia a trovarli.. ogni scusa è stata buona, per cedere e prendergli qualcosa. Sicché alla fine, forse, si stanno ritrovando con troppo.

Una piccola lista l’abbiamo tirata fuori, comunque. Gli ho messo il limite di un regalo a testa (due se per caso era una cosa piccola) e loro non hanno battuto ciglio. Nicolò, più pragmatico, ha detto “ah, beh, tanto Babbo Natale ce ne porta sempre di più di quelli che chiediamo“. Giacomo invece sostiene che quelli che non ci porta adesso, ce li porterà più avanti. Margherita, sulla questione, al momento non si pronuncia, tanto vive già nel Paese dei Balocchi, vista la mole di giochi che abbiamo a casa..

giocare

Voi, sapete desiderare?