Il puerperio: quello che non vi raccontano

Puerperio: sembra quasi uno scioglilingua invece è il periodo di 6 settimane dopo il parto, pieno di novità, di gioia e di gratificazioni, ma anche di impegno fisico, emotivo e di isolamento; non va assolutamente sottovalutato perché anche la donna più preparata e sicura può sentirsi molto stanca (non a caso, in alcune culture, la donna rimane a letto o comunque in casa accudita per tutto questo tempo). 

Con Nicolò, nonostante fossi un’infermiera e avessi studiato questo periodo sui libri di testo, ho davvero sottovalutato la cosa: mi sentivo forte, di buon umore e in grado di fare qualsiasi cosa. Poi, quasi improvvisamente, mi sono trovata esausta, senza forze, spesso triste perché incapace di comprendere e accettare questa situazione. Non avevo ascoltato il mio corpo e lui mi stava presentando il conto.

mamme che allattano

Ma cosa succede esattamente, al nostro corpo, durante il puerperio?

Per quanto riguarda il nostro utero subito dopo aver concluso il parto, con l’espulsione della placenta, iniziano perdite di sangue abbondanti per circa un paio di giorni, di colore rosso vivo, dette “lochiazioni”.  Col passar dei giorni, le perdite si riducono (attenzione! sono normali coaguli fino alla grandezza di una mandorla, perciò non spaventatevi) e di colore più roseo fino a diventare giallastre. Nel corso del primo mese ci sono giorni in cui scompaiono per poi riapparire di un colore anche rosso vivo ma in quantità scarsa, andando poi pian piano a scomparire del tutto.

L’allattamento al seno, stimolando le contrazioni (che vengono chiamate anche “morsi uterini“, perciò non preoccupatevi se, quando attaccate le prime volte il vostro bambino al seno, sentite delle fitte all’utero, sono normali. La “brutta” notizia è che il dolore di questi morsi è crescente con man mano che si hanno dei figli), provoca una riduzione del volume uterino più rapidamente

La “pancia” che rimane è fisiologica: l’utero, che subito dopo il parto è come un grosso pompelmo, regredisce giorno dopo giorno fino a non essere più percepibile al di sopra del pube intorno al 10° giorno. Anche l’intestino torna lentamente nella sua posizione e può accadere che vi sia stitichezza per due o tre giorni, a volte è solo paura di provare dolore, a volte è legato all’immobilità dei primi giorni, a volte all’alimentazione o alla scarsa idratazione. Per questo è importante curare, fin da subito, la propria alimentazione.

Nella fase espulsiva del parto possono esserci state lacerazioni tali da necessitare poi di essere chiuse con punti di sutura: attieniti scrupolosamente alle indicazioni che ti hanno dato in ospedale in merito alla cura e alla disinfezione della ferita. 

Nei primi dieci giorni dopo il parto, sopratutto se hai punti di sutura, evita di fare il bagno ma preferisci sempre la doccia per “macerare” il meno possibile la ferita. Non esistono limiti o controindicazioni alla doccia, perciò puoi farne quante ne vuoi senza problemi. 

pancia post parto

Per favorire il ritorno alla “normalità” esci tutti i giorni: una piccola passeggiata al mattino e una al pomeriggio non possono che farti bene e aiutare il tuo corpo a recuperare più velocemente il tono muscolare. Stare all’aria aperta fa bene anche all’umore della mamma e del bambino. Attenta però a non stancarti in modo eccessivo: cerca sempre, durante la giornata, di riposare insieme al tuo bambino anche se ti viene difficile: non vuol dire che devi per forza dormire ma concediti delle pause sul divano in cui leggere o guadare la TV, anche così il corpo si riposa e si rigenera.

In chi allatta al seno, la prima mestruazione, detta “capoparto”, compare di solito verso il sesto mese, a volte qualche mese dopo (non esiste una vera e propria regola, ogni corpo donna è a sé in questo). Vi è maggior certezza invece se non si allatta: nella stragrande maggioranza delle donne il capoparto arriva dopo circa sei settimane.

Ottimale sarebbe, al termine del puerperio (6 settimane), sottoporsi a un controllo ostetrico, anche per discutere con un professionista preparato ed esperto la scelta di un contraccettivo (l’allattamento al seno, anche se esclusivo, non è considerato un contraccettivo).

Nonostante in Italia non sia molto sentita questa cosa, per esperienza personale e professionale, vi assicuro che l’ostetrica è la persona più competente per aiutare le mamme durante il puerperio, con la collaborazione di specialisti in caso di necessità.