Perché portare un neonato dall’osteopata?

osteopata neonati

Quando è nato Nicolò, quasi 6 anni fa, di osteopatia si parlava pochissimo.

Noi ci siamo approdati per caso, dopo un paio di mesi persi in esercizi e soluzioni che si erano rivelate inefficaci per la cura di una plagiocefalia (ovvero una deformazione della testa) che si stava aggravando sempre di più. Ad oggi, Nicolò non ha una testolina rotonda (lo si sente se gli si tocca il capo, ma non lo si vede ormai più, anche grazie ai capelli folti). Se fossimo andati subito dall’osteopata, oggi la sua testa avrebbe una forma diversa.

Margherita, nonostante non ci fosse alcuna avvisaglia dalle ecografie, è nata con un equinismo (ovvero una deformità dell’asse del piede) marcato e, ad oggi, sta ancora andando dall’osteopata un paio di volte al mese per cercare di dare ai suoi piedini la postura corretta e permetterle una crescita la più fisiologica possibile. 

Visto che per noi l’osteopatia si è rivelata fondamentale in diverse occasioni, ho fatto domande alla d.ssa Emilia Malagò, Fisioterapista e Osteopata specializzata in gravidanza e pediatria.

piede equino neonato

Esattamente, cos’è l’osteopatia?

L’osteopatia è una medicina, una scienza, una filosofia, ma soprattutto un’arte manuale nata negli Stati Uniti alla fine del 1800. La medicina non è stata da sempre così all’avanguardia come oggi. La cura, nell’800, era molto drastica: si interveniva quasi sempre chirurgicamente, spesso amputando. E la farmacologia, ancora, non dava risultati soddisfacenti.

Un medico, Andrew Taylor Still, e un gruppo di suoi collaboratori, sentirono l’esigenza di occuparsi dei pazienti in modo diverso: ripresero a studiare in maniera approfondita l’anatomia e la fisiologia e scoprirono il collegamento tra come è fatto il corpo e come funziona. Misero così insieme un pacchetto di tecniche manuali che presero il nome di OSTEOPATIA. In seguito altri medici approfondirono lo studio del corpo e scoprirono altri campi di intervento osteopatico. L’osteopatia moderna è l’integrazione di più metodiche per ottenere il fine ultimo, che è l’EQUILIBRIO.

In osteopatia l’equilibrio è mobilità: attraverso l’ascolto si valuta la MOBILITÀ dell’organismo nel suo insieme e anche la MOTILITÀ intrinseca di ogni apparato. Le articolazioni hanno assi di mobilità ben precise e quindi devono muoversi correttamente su questi assi. Gli organi devono muoversi armoniosamente in tutte le direzioni dello spazio.

Perché è importante portare un neonato dall’osteopata?

Neonati e bambini hanno un’innata tendenza verso una normale funzionalità e spesso l’alleggerimento di una tensione rimuove uno stress meccanico e migliora la funzione di quella parte del corpo.

Nell’osteopatia pediatrica si usano tecniche manipolative delicate per propiziare profondi cambiamenti all’interno del corpo del bambino. Il riequilibrio che ne deriva consente al sistema nervoso, il sistema immunitario, il sistema muscolare, il sistema circolatorio di funzionare in armonia.

Il neonato che soffre di coliche o è molto irritabile, potrebbe portarsi dietro delle tensioni dalla nascita. Nell’adulto le stesse tensioni creano una predisposizione alle gastriti o altri disturbi gastrointestinali. Traumi cranici potrebbero essere causa di mal di testa, problemi di comportamento, lesioni cerebrali, distorsioni posturali. La postura è influenzata da moltissimi fattori, come anche l’uso di apparecchi ortodontici.

equinismo

Quali sono i principali disturbi che si possono curare?

Mal posizionamenti in utero, la rottura prematura del sacco amniotico, il passaggio nel canale del parto, nascite problematiche con forcipe o ventosa, possono creare dei problemi, che si manifestano nel corpo in diversi modi:

  • difficoltà nell’allattamento (attacco corretto e suzione);
  • disturbi viscerali (reflusso, coliche, stitichezza);
  • difficoltà di drenaggio del muco (otiti, sinusiti, …);
  • agitazione, irrequietezza, disturbi del sonno;
  • problemi odontoiatrici (malocclusioni, bruxismo) e posturali (scoliosi, iperlordosi).

Fino a che età si possono portare i bambini dall’osteopata?

L’osteopatia è indicata da 0 a 100 anni. Diciamo però che, a livello posturale, il momento fondamentale è il momento in cui si appoggiano i piedi per terra, quando inizia la stazione eretta (quindi attorno ai 10-12 mesi).

In osteopatia si dice che i neonati sono appesi al loro cranio: quando inizia la deambulazione, invece, il corpo inizia a creare dei compensi,  cioè aggiustamenti posturali che si creano in modo inconscio allo scopo di mantenere lo stato di equilibrio. Questo tipo di compensi si chiamano funzionali e il corpo è in grado di attuarne in continuazione e per molto tempo.

Può succedere, però, che ad un certo punto il corpo dia un segnale, che si manifesta attraverso il dolore: la cosa sorprendente è che ciò può manifestarsi anche lontano dalla zona in cui si è creato il primo adattamento. Il corpo è molto intelligente: nel momento in cui si trova nella condizione di creare per forza un adattamento disfunzionale (ovvero che porta un dolore) significa che è arrivato al limite, ha creato talmente tanti adattamenti e compensi funzionali che adesso non ha altra scelta.

Ecco: sui bambini (fino all’anno di età) si lavora sulla disfunzione primaria, mentre dopo si lavora principalmente sui compensi.

osteopatia neonatale

Quando non è indicata l’osteopatia?

Quando la malattia raggiunge uno stadio tale da provocare danni anatomo-patologici così gravi da impedire i naturali processi autoriparativi, l’osteopatia risulta inefficace.

Il campo d’azione dell’osteopatia è quello della medicina funzionale, pertanto esclude tutte le urgenze mediche e le gravi lesioni anatomiche, le malattie degenerative, le malattie genetiche, le malattie infettive e/o infiammatorie, le fratture, che necessitano di strumenti propri della medicina e chirurgia. Tuttavia, anche se l’osteopatia non può avere un’azione su queste affezioni, può avere un’azione sulle conseguenze, in particolare il dolore, con la liberazione delle tensioni delle strutture.

Osteopatia e gravidanza: è utile anche in questo caso?

Certamente! Durante la gravidanza il corpo della donna si modifica in tempi brevi per accogliere e dare spazio al bambino che cresce nell’utero. L’assetto ormonale influisce, tra le altre cose, sull’elasticità dei tessuti e dei legamenti, rendendoli più lassi: la pancia che cresce cambia il baricentro, la linea di gravità, la base d’appoggio, aumentando le tensioni sul sistema osteo-articolare del bacino e della colonna. L’utero che cresce prende progressivamente il posto dei visceri dell’addome e, nell’ultimo trimestre, anche dell’apparato respiratorio.

Per questo, lesioni osteopatiche e problemi di tipo funzionale possono rendere difficoltoso il periodo della gravidanza, compromettendo la corretta dinamica del parto e lasciare conseguenze successive al parto.