Parigi dagli occhi di un bambino

Il tg, in questi giorni, è passato ininterrottamente sulla nostra TV, in totale eccezione rispetto al solito.
I bambini, inevitabilmente, ne sono rimasti esposti.
Oggi, allo spazio gioco, Nicolò ha disegnato un enorme spirale e ha detto che era una delle bombe che sono scoppiate a Parigi in questi giorni. Io ne sono rimasta colpita, effettivamente ne abbiamo parlato tanto, abbiamo risposto alle loro domande nel modo più semplice possibile, ma non ci siamo mai fermati a chiedere loro che cosa ne pensavano.
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Stasera, a cena, ho chiesto a Nicolò se poteva dirmi che cosa era successo a Parigi in questi giorni.
– “Sai mamma, a Parigi sono arrivati tanti ladri e così la polizia ha sparato tantissimo per catturarli. E ora sono tutti in prigione”
– “E le persone si sono fatte male?”
– “Alcune si mamma, ma poi è arrivata l’ambulanza e li ha portati in ospedale e ora sono di nuovo tutti salvi”
– “Ma alcune persone sono morte, ricordi? Lo diceva il TG”
– “Si mamma, ma erano molto vecchie. Si muore solo quando si è molto vecchi, sai?”
– “Anche le persone giovani possono morire, invece”
– “No, mamma. Li no. Sono morte solo quelle moooolto vecchie”
– “E cosa succederà ai ladri, ora?”
– “Ma mamma, non lo sai? I ladri rimangono in prigione finché non diventano di nuovo buoni, poi escono”
– “E dove vanno?”
– “Dalle loro mamme, no? Come tutti”
A volte mi piacerebbe proprio che la soluzione di tutto fosse così, semplice come quella compresa da Nicolò.