Come organizzare la vita con tre figli?

Ebbene si, lo confesso: avere tre figli non è una passeggiata (ma non ditelo a mia suocera, con la quale continuo a sostenere la tesi opposta).

Quello che è certo è che per sopravvivere alla quotidianità, tra scuola, impegni post scuola, lavoro e casa, occorre essere organizzati: le giornate in cui metto l’improvvisazione davanti all’organizzazione le cose non sempre vanno nel verso giusto.

Settimana scorsa non ho controllato il diario di Nicolò e il risultato è stato che mi hanno chiamato da scuola per sapere perché nessuno si presentava a prendere il bambino, che in quel giorno aveva l’uscita anticipata. Il problema non era che non avessi letto il diario, ma che nessuno, prima di 30 minuti sarebbe riuscito ad andare a prendere il bambino a scuola. Nulla di grave (in realtà questo ve lo dico tra qualche mese, quando sarò certa di non aver preso una multa per eccesso di velocità), quando sono arrivata a scuola l’ho trovato tranquillo e rilassato che ammorbava  illustrava alla bidella il catalogo Lego che ha perennemente in cartella ma capite bene che non è comunque un evento da ripetere.

Come ci si organizza con tre figli?

I PASTI

Quando riesco faccio un menù settimanale di massima, ma non sono super fiscale in questo. Anche perché Giacomo e Nicolò hanno due menù diversi a scuola perciò nn è detto che quando uno mangia carne, l’altro faccia lo stesso.

In genere alla sera tendo a mettere piatti che so che piacciono a tutti, per evitare che qualcuno vada a letto con la fame. Nel fine settimana lasciamo spazio alle sperimentazioni, soprattutto a pranzo, così al massimo compensano lo sciopero della forchetta con la merenda.

Adesso che Margherita è grandina, il menù è lo stesso per tutti: quello che c’è in tavola si mangia, altrimenti ci sono verdure in quantità e un po’ di formaggio. Ultima spiaggia per i più resistenti: lo yogurt con i cerali. Fatto salvo per qualche occasione particolare, non sono previsti menù separati per nessuno.

LA SPESA

Farla on line è la perfezione, la verità è che in questo sono molto pigra perciò faccio una spesa settimanale piuttosto importante (spesso con tutti e tre, se pensate che fare una maratona sia faticoso, sperimentate pure questo genere di impresa e poi ne riparliamo), e poi ogni due o tre giorni compro le cose fresche.

Per sopravvivere alla spesa settimanale senza lasciare tutto lo stipendio alla cassa è fondamentale fare la lista della spesa prima (magari studiata dopo il menù settimanale) e attenersi a quella.

LAVARSI e VESTIRSI

Essendo ancora piccoli e assolutamente senza malizia, ci si lava tutti insieme. Li metto tutti nella vasca oppure tutti nella doccia e il momento del lavaggio è un misto tra qualcosa di molto divertente e una catena di montaggio: si entra tutti insieme, si gioca un pochino, ci si lava, si esce e ci si asciuga insieme.

Idem per il vestirsi: i loro abiti sono tutti nella stessa camera e ognuno si veste per quelle che sono le sue capacità. Ovviamente il principio montessoriano del “aiutami a fare da solo” non funziona molto, qui giocano a chi si fa mettere più vestiti dalla mamma, ma in questo non mi sento di insistere più di tanto, quando serve sanno vestirsi da soli e questo piccolo rito del mattino e della sera è solo una ricerca di un minuto di attenzione e coccola in più.

LAVORI DOMESTICI

E si, nella vita di una famiglia come la nostra, i lavori domestici ricadono su tutti: nel fine settimana o quando sono a casa, ognuno di loro aiuta nelle faccende per quello che può. Di solito Nicolò, che è il più grande, passa l’aspirapolvere e lava i pavimenti, Giacomo è il capo lavatrice (e ora anche asciugatrice) e Margherita.. passa lo “sqiqqi” facendo la polvere a modo suo. I bagni sono sempre in capo alla mamma, così come il cambio delle lenzuola (ma i letti me li disfa sempre Nicolò). Ognuno di loro (salvo la piccola) si rifà il letto e piega il pigiama.

Sia nelle pulizie che nel riordino, dovete accettare che le cose non siano fatte esattamente come vorreste, perché è ovvio che un bambino di 6 anni non è in grado di passare l’aspirapolvere come lo passerei io, ma non è nemmeno rispettoso nei suoi confronti ripassarlo dopo che lo ha passato lui.

COMPITI

Questi sono il vero tasto dolente di casa nostra: non riusciamo ancora a creare la giusta tranquillità per permettere a Nicolò di fare i compiti seguito e nel silenzio. Spesso usiamo il momento del pisolino di Margherita, ma non la troviamo la soluzione ideale perché il primo dopo pranzo è un po’ “momento siesta” per tutti.

La soluzione che va per la maggiore vede Giacomo e Margherita che disegnano o colorano e Nicolò che fa i compiti, ma non sempre la piccola di casa si rivela collaborativa quanto dovrebbe.

SCUOLA E POST SCUOLA

Ecco, questa forse è la parte più faticosa. Sono in tre e hanno 3 orari scolastici completamente diversi: Nicolò deve essere a scuola per le 8.30, Giacomo per le 9 e Margherita, quando c’è lo spazio gioco, va alle 9.30. Quindi qui ci siamo organizzati così: la nonna passa dal lunedì al venerdì alle 8.15 e prende Nicolò e lo porta a scuola (non si può andare a piedi, va in un Comune limitrofo), poi torna e si ferma a tenere Margherita (quando serve) mentre porto Giacomo a scuola. Se non torna, prendo Giacomo e Margherita e andiamo a scuola insieme. Una volta entrato Giacomo, con calma io e Margherita andiamo verso lo spazio gioco. Tutti questi tempi morti (mezz’ora qui e là) sono meravigliosi con la primavera e l’autunno e le temperature miti, sono un incubo quando piove o fa freddo.

Lo stesso si ripete per l’uscita: Margherita finisce massimo per le 12.30, Giacomo esce alle 15.30 e Nicolò alle 16.30. Nei giorni in cui i bambini hanno un’attività extra scolastica è impossibile farcela da sola perché tutte le attività iniziano ad un orario diverso e spesso non è possibile allontanarsi dal luogo dove si svolge l’attività mentre i bimbi sono li. Se si ha la possibilità di avere un aiuto nella gestione delle attività extra scolastiche è possibile anche metterle nello stesso giorno, altrimenti no. 

DORMIRE

Al momento vanno tutti a letto insieme e per la buona riuscita della mezz’ora più faticosa di tutta la giornata, ho messo regole ferree. Tutti le conoscono bene e sanno anche che rispettarle al meglio garantisce a tutti di andare a dormire sereni.

Il rito è sempre più o meno lo stesso: guardano un pochino di cartoni, si lavano i denti, leggiamo una storia insieme e poi ognuno nel suo letto. Io passo da tutti e mi sdraio con loro qualche minuto per un momento di coccole dedicato in cui ci scambiamo gli ultimi pensieri della giornata.

Margherita si addormenta ancora al seno perciò in modo più o meno paziente ascolta il suo momento di coccole e latte senza disturbare troppo. A volte arriva così stanca a sera che si addormenta sul divano.

Quando riesco, passo con loro tutta questa ultima parte della sera: dai cartoni al momento in cui si spegne la luce.

Ogni sera vado a dormire con la sensazione di essermi dimenticata qualche pezzo, ma so di aver fatto il massimo possibile per tutti, senza tralasciare nulla (se non magari i miei bisogni, qualche volta) e questo mi rende sempre felice e fiera di essere la loro mamma.

Post in collaborazione con Epson

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