Come organizzare un angolo di lettura per bambini

Ognuno di noi ha il suo angolo preferito per leggere: chi ama stare sul divano, chi sul letto, chi legge sdraiato, chi seduto.. insomma, la qualità della lettura passa – anche – dal luogo in cui ci troviamo a sfogliare le pagine del nostro libro.

Nonostante sia una lettrice accanita, diverse volte ho messo da parte il libro proprio perché non riuscivo a trovare una posizione confortevole per rilassarmi e immergermi totalmente nella storia che stavo leggendo. Se questo vale per noi, perché per i nostri bimbi non dovrebbe essere lo stesso? Non vi è mai capitato, ad esempio, che in un posto troppo ricco di stimoli i bimbi non riuscissero a concentrarsi sulla lettura e semplicemente, si alzassero perché non riuscivano a restare concentrati sulle vostre parole?

Dove leggere ai bambini?

E’ molto importante, sopratutto con i bambini piccoli, creare un “angolo di lettura: li aiuterà nella gestione dello spazio e delle attività quotidiane e, indirettamente, dirà a tutti che quello deve rimanere un’area di silenzio e tranquillità, dove lasciare caos e disordine rigorosamente al di fuori.

Leggere è un vero e proprio momento di intimità, costruite il vostro “nido” al meglio.

Bambini molto piccoli vorranno avvicinarsi al lettore, toccare il libro, mordicchiarlo, annusarlo, ovvero conoscere il libro prima di tutto nei modi che sentono familiari: lasciateli liberi in questa prima fase di avvicinamento, è il giusto preludio perché arrivino anche ad ascoltare il testo.

Con i bambini piccoli, poi, è importante limitarsi a nominare le figure e chiedergli magari di ripetere ma lasciate che sia lui a gestire il tempo di lettura. Non obbligate mai un bambino a stare seduto ad ascoltare, ci arriverà da solo, con il tempo. Da parte vostra, semplicemente, non smettete di leggere se il bambino si allontana, ma provate a proseguire per un po’ senza di lui e statelo ad osservare: a volte ritornerà, a volte no. Ma pian piano saranno sempre di più le volte in cui ritornerà (o che rimarrà con voi), rispetto a quelle no.

Sopratutto quando i bimbi sono piccoli, cominciate a sfogliare un libro anche da soli: non obbligate mai il bambino in schemi precisi tipo “adesso si legge e ci si mette tutti seduti in ascolto” ma lasciate tempo al bambino di arrivare spontaneamente da voi. La sua attenzione, in questo caso sarà di gran lunga maggiore!

A casa nostra l’angolo di lettura corrisponde con il tappeto su cui giocano i bambini: se non sono loro a chiedermi di leggere un libro, solitamente ne scelgo uno io, mi siedo per terra e lo sfoglio. Pian piano, uno alla volta, lasciano quello che stanno facendo e si avvicinano ad ascoltare. Se non vi piace stare a terra, potete stare sul letto o sul divano, l’importante è che i bambini riescano a vedere correttamente il libro, la loro “lettura” in questo momento passa per lo più dalla visione delle immagini. 

Come leggere ai bambini?

  • Con naturalezza e in modo realistico;
  • Avvicinando il racconto alle capacità e potenzialità dei bambini;
  • Pronunciando le parole con chiarezza;
  • Adattando il racconto alle capacità e potenzialità di attenzione dei bambini;
  • Collegando con coerenza parole e illustrazioni.

Fermo restando che il racconto non deve diventare una rappresentazione teatrale, si ottiene maggiore attenzione interagendo con i bambini e invitandoli a partecipare alla lettura (ad esempio chiedendogli di fare qualche verso di animale o di ripetere alcune frasi che tornano ciclicamente nel testo).

Un errore abbastanza frequente nel quale incorriamo noi genitori è quello di considerare inutile raccontare e leggere ad alta voce a bambini che continuano a muoversi, allontanarsi, giocherellare, interpretando tali comportamenti come una mancanza di attenzione all’ascolto, di disinteresse. In realtà, molto spesso, i bambini con questi comportamenti non sono affatto disinteressati: ad uno sguardo attento non sfuggirà il fatto che i bambini rimangono comunque a una distanza utile all’ascolto e che, alla fine, hanno fruito e goduto della narrazione tanto quanto i fratellini che, magari, sono rimasti fermi al loro posto.