Nintedo Labo: la tecnologia che non c’era

Videogiochi e bambini: come sempre noi genitori ci dividiamo a metà, tra chi accoglie la tecnologia in casa con entusiasmo e chi, invece, preferisce lasciarla alla porta.

Io non so ancora dove posizionarmi, sono molto combattuta, ma non posso negare che la tecnologia sia molto presente a casa nostra: pc, tablet e cellulari non mancano. E i bambini, se lasciati liberi di usarli, se la cavano molto bene (spesso meglio di noi!).

Quando mi hanno invitato a sperimentare “con mano” il nuovo Nintendo Labo, compatibile con la consolle Nintendo Switch, non mi sono tirata indietro: dopo il video iniziale ero davvero molto curiosa di capire come funzionava ma, sopratutto, come Nicolò si relazionava con questo tipo di tecnologia.

Come funziona Nintendo Labo?

L’entusiasmo iniziale è stato tanto: da un pezzo di cartone abbiamo costruito una sorta di macchinina, l’abbiamo decorata e poi.. una volta collegata alla consolle tramite i Joy-Con si è anche mossa! Insomma, diciamocelo, sembrava quel futuro lontano, di quei film visionari di quando eravamo bambini, improvvisamente materializzato davanti a noi.

Nelle ore seguenti abbiamo testato un po’ tutti i giochi che verranno messi in commercio da aprile (e già disponibili in pre vendita):

  • la macchinina RC Toy-Con, la canna da pesca Toy-Con, la casa Toy-Con, la moto Toy-Con e il piano Toy-Con (che saranno venduti poi tutti insieme nel Kit Labo Variety per Nintendo Switch)
  • il Kit Robot (che sarà venduto a parte come kit a sé stante).

Devo dire che alcuni sono davvero carini, altri invece non hanno minimamente suscitato l’interesse di Nicolò. Su tutti ha vinto il gioco della pesca (per lui) e quello del robot per me, anche se, a freddo, il gioco del robot rimane uno di quelli che non farei mai entrare in casa perché si basa sul distruggere e non sul costruire.

L’innovazione alla fine sta proprio in questo: unire una parte di manualità ad un tipo di gioco che proprio non ne prevede.

Se non si passa dalla parte iniziale, quella creativa, non si può giocare. E anche i Toy-Con, una volta montati e decorati, restano parte attiva del gioco globale: non si può pescare senza canna, non si può scendere in pista senza la moto, non si può combattere senza lo scheletro del robot..

Per chi ama la tecnologia e questo tipo di gioco, è sicuramente una valida alternativa alla classica consolle perché non è totalmente passiva: ovvero non posso svaccarmi sul divano e perdermi nel mondo immaginario in cui mi proietta un videogioco ma devo restare attivo (anche solo seduto, non per forza in piedi) e usare i device che ho costruito per giocare.

Sicuramente sono un modo diverso di giocare, nuovo e insolito, almeno per quel che riguarda la prima parte, quella della costruzione del gioco. Poi resta un gioco di realtà aumentata, in cui servono bambini attenti e che hanno cura dei loro giochi (se si rompono i pezzi di cartone non si può più giocare) e perde un po’ il senso della consolle come gioco facile da trasportare ovunque.

Io resto nella mia indecisione riguardo al come, quando e quanto lasciar entrare i videogiochi tra i giochi possibili per Nicolò. Alla fine ha 6 anni, una vita intera per giocare con una consolle, pochi anni per godersi il gioco creativo, unico e inimitabile che hanno i bambini.

Se volete farvi un’idea di come funziona questo nuovo gioco date un’occhita al video