Il vero lusso delle mamme: il tempo e l’organizzazione

Prima il tempo scorreva e io semplicemente ne seguivo il flusso: avevo i miei impegni, il lavoro, gli amici, gli hobby.. tutto si incastrava più o meno perfettamente e il tempo era un contorno della vita.

Certo, certi eventi lo facevano scorrere a velocità differenti, come la preparazione di un esame, il conteggio alla rovescia verso il matrimonio, qualche scadenza legata alla casa e alla sua costruzione, ma per lo più lui si faceva la sua vita e io la mia.

..poi sono rimasta incinta, e il tempo si è fermato per la prima volta.

30 settimane

Come per incanto, ha cominciato a scorrere con una densità differente: ero partecipe di un evento unico nel suo genere, ne ero protagonista assoluta e volevo assaporarne ogni sfumatura.

Ho cominciato ad osservare il tempo che scorreva, non ne seguivo più semplicemente il flusso, imprimevo nella memoria piccoli e grandi momenti, certa che non me li sarei mai dimenticata (e meno male che qualcuno di questi eventi è stato fotografato o scritto altrimenti sarebbe chissà dove, perso nella mia scadente memoria).

Poi Nicolò è nato e il tempo ha subito un’ulteriore cambiamento di ritmo, diventando asincrono: a volte passava in un soffio, a volte era denso come la colla e ti si appiccicava addosso in modo fastidioso.

Nonostante siano passati 6 anni da quel giorno (e tre figli), questa sua naturale aritmia non è mai terminata: ci sono ancora oggi giorni che scorrono via senza che quasi me ne accorga, poi, come in un lampo, il tempo si ferma e mi permette di assaporare alcuni istanti come se fossero infiniti, mi riempie gli occhi di meraviglia, mi offre una prospettiva differente, un suono nuovo, un’immagine inaspettata come una parola, una risata, uno sguardo, un abbraccio, un sussulto nel sonno.. cose semplici e meravigliose, che non saprei vedere, se non avessi i miei bambini al mio fianco.

Anche con Max, certi gesti automatici, normali, quotidiani come darsi la mano mentre si passeggia, il bacio della buona notte, l’accoccolarsi sul divano, l’osservare insieme i nostri tre monelli che diventano ogni giorno più grandi, sono diventati preziosi perchè non più quotidiani, scontati, sempre li, a ripetersi giorno dopo giorno.

La vita, quella nuova piccola vita che con tanta fatica ho custodito e poi dato alla luce, ci ha portato il più grande e il più semplice degli insegnamenti: fermati, osserva ciò che hai intorno e non darlo mai per scontato.

La gestione del tempo, però, in questo meraviglioso turbine di emozioni, è un punto dolente: tre son tre e se si aggiunge un marito turnista che per hobby fa le ultra maratone di montagna e il mio lavoro.. serve una sfera di cristallo per tenere a bada tutto e tutti.

organizzare la vita da mamma

Molti mi chiedono “come fai con tre?”

Io vorrei negarvi la risposta per tenermi quell’alone di mistero che avvolge le mie giornate, ma si avvicina il Natale e mi stento magnanima; la verità è che.. ogni giorno è un gioco di equilibrio fatto di tanti piccoli ingredienti: una nonna paziente, una coppia di nonni un po’ sfuggenti, una coppia di nonni “adottivi” pronti a raccogliere i cocci nelle emergenze, un accordo chiaro con il papà (del genere: se non lavori, nessun impegno è permesso tra le 15.30 e le 20.30) e un’agenda.

In realtà il centro di tutto questo è proprio l’agenda: sembrerà una cosa banale ma non lo è. Mensilmente con i nonni sfuggenti (perché loro per tenerli a casa devi incollarli alla sedia perciò la programmazione è su base mensile) mi siedo al tavolo e – agende alla mano – mettiamo giù i loro impegni nipoti-correlati e settimanalmente faccio lo stesso con la nonna paziente. Il papà ha un mandato fisso, turno dipendente e – in caso di bisogno pomeridiano, segno anche quello in agenda. I nonni “adottivi” sono il paracadute: quando tutti mi abbandonano, loro mi salvano le chiappe, senza bisogno di agenda.

Va da sé che per me l’agenda non è solo uno strumento di lavoro (devo ancora trovarlo il libero professionista che riesce a farne a meno), ma il vero e proprio centro di coordinamento della vita famigliare.

Quando Enrica mi ha chiesto di provare “Mamma che agenda! non mi sono tirata indietro: anche perché, al momento, l’agenda perfetta non l’ho ancora trovata.

mamma che agenda

Dopo un paio di settimane di test, posso dirvi con tutta sincerità le mie impressioni

Punti di forza: 

  • la grafica è accattivante: è proprio un piacere sfogliarla, i caratteri e i colori scelti sono armonici tra di loro e le conferiscono un giusto mix tra il serio e il giocoso;
  • in fondo ad ogni giorno compare uno spazio per il menù e in una colonna a lato lo spazio per la spesa: io – la regina della pigrizia in cucina – l’ho trovato geniale. Pian piano, sto provando a “obbligarmi” a scrivere il menù della settimana e lo spazio per appuntarmi le cose da comprare è perfetto, man mano che costruisco il menù, faccio la lista della spesa;
  • quando non sai che cosa cucinare, non ti preoccupare: l’agenda è ricca di ricette gustose e semplici sparse qua e là pronte a venirti in aiuto;
  • come nelle agende del liceo, ha un ampio spazio per gli appunti: dalle ricette ai libri, dai film ai contatti utili. Perché passare dallo stare sul divano a vedere l’ultima puntata della nostra serie TV al chiamare il pediatra di turno il passo è sempre (troppo) breve.

enrica michelon

Punti di debolezza:

  • non resta aperta da sola:  per noi mamme multitasking, che segnamo gli appuntamenti di lavoro mentre ci trucchiamo e, contemporaneamente, prepariamo i figli per la scuola è una pecca.
  • per lo stesso motivo, è difficile scrivere nella parte vicino alla metà: per me, che scrivo anche sulla quarta di copertina, è spazio sprecato (un vero peccato!);
  • manca un calendario annuale sia dell’anno precedente che di quello successivo: a me aiutano tantissimo nella visione d’insieme;
  • il segnalibro è bello ma, per tenere sempre sott’occhio la settimana corrente, un cordino è più sicuro (sopratutto se abitate in casa con una piccoletta che ama sfilare tutto ciò che sporge, che sia da un libro, da un portafoglio o uno scontrino che spunta dalla borsa non importa. Sporge e lei lo deve tirare).

Detto questo, se cercate un’agenda estrosa, divertente, colorata e fatta apposta per noi mamme, eccovi servite: Mamma, Che Agenda! aspetta solo voi!

mamma che agenda