Madeira: in viaggio con i bambini alla scoperta dell’isola

Madeira è un’isola che non ti illude nemmeno per un istante di essere un posto in cui non hai altro da fare se non crogiolarti al sole.

La sua bellezza te la presenta attraverso i colori delle piante e dei fiori: l’isola è lussureggiante e ricca di vegetazione, ci sono giardini botanici ad ogni angolo ma anche il semplice parco cittadino è rigoglioso e coloratissimo. Fiori e piante per lo più sconosciuti ai miei occhi, diversi da quelli a cui sono abituata.

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La sua asprezza te la mostra fin dalla costa, per niente gentile, scende scoscesa verso il mare, dove spesso termina a picco, le spiagge non esistono, se non di sassi, e la poca sabbia che si intravede è nera, essendo l’isola di origine vulcanica. Questo rende l’oceano scuro fin dalla riva, quasi nero, togliendo all’acqua un po’ della sua bellezza e naturale catarsi e donandole l’inquietudine tipica dei fondali molto profondi, fin da subito.

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Il tempo è quasi sempre variabile: durante l’arco di una giornata con buona probabilità si passa attraverso il sole, le nubi e la pioggia senza che questo desti nessun tipo di reazione nella popolazione autoctona. Tra lo stare in maniche corte e il chiudere la giacca anti pioggia ci passa il tempo di un battito di ciglia. Nonostante l’isola non sia particolarmente grande, anche il clima da una parte all’altra dell’isola cambia in modo notevole. Per non parlare delle nubi che avvolgono le creste delle montagne all’interno: una specie di cappello perenne. Il lato positivo è che la temperatura è piuttosto stabile durante tutto l’anno e anche l’escursione termica nell’arco della giornata è minima (il che rende molto più facile fare i bagagli).

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Funchal è la capitale dell’isola, ricca di scorci meravigliosi e giardini pieni di colori e odori.
Le strade sono strette ed erte, con pendenze al limite dell’immaginabile. La pendenza è parte integrante del territorio, le case sono costruite ovunque, una sopra l’altra. Spesso case bellissime sono adiacenti a case fatiscenti se non distrutte. Da vedere c’è sicuramente la parte vecchia, il mercato della frutta e verdura e non può mancare un giro sulla funicolare. Ovviamente, tra un’escursione e l’altra concedetevi una passeggiata sul lungomare.

Le persone non sorridono molto, se non ai bambini, sopratutto a Margherita – con cui hanno intavolato spesso incomprensibili conversazioni – e parlano portoghese anche se gli parli in inglese, ma una via per intendersi la si trova sempre.

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Così come i fiori e le piante, anche la frutta è abbondante: ci sono banani in ogni angolo coltivabile, e nelle bancarelle o nei supermercati gli espositori sono carichi di frutti dai nomi e sapori esotici, mai visti prima. Quasi tutti hanno un sapore dolciastro, gradito anche ai più piccoli, solitamente diffidenti.

Si trova pesce fresco praticamente ovunque e con prezzi impensabili (tipo il tonno a 2,29€ al kg – e no, non ho sbagliato a mettere la virgola). Quello che colpisce, del pesce oceanico, è la grandezza: tutto è sovradimensionato, quasi che l’ampiezza del mare che lo contiene sia direttamente proporzionale alla loro grandezza. Come per la frutta, anche il pesce non è lo stesso – se non per alcuni tipi – che viene servito sulle nostre tavole.

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Parlando di cibo: siate sperimentatori! Abbandonate l’idea della pasta in bianco o al sugo o della pizza. E’ abbastanza difficile da trovare e costa un’esagerazione (oltre che non essere proprio buonissima..). Se avete figli diffidenti come due dei miei, sappiate che un’alimentazione basata su mele, patatine e cioccolato per più giorni è possibile (ma la camera con cucina necessaria, perché almeno ogni due giorni un pasto decente così lo mangiano).

La prima prova di coraggio, quando si sceglie di andare in vacanza a Madeira, la si affronta all’atterraggio: se non avete un cuore forte state con gli occhi chiusi. Non a caso è considerato uno degli aeroporti più pericolosi del Mondo. Non ci credete? Googolate “atterrare a Madeira” e mettetevi comodi.

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Per dormire avete l’imbarazzo della scelta, ci sono alberghi e soluzioni alternative adatte a tutte le tasche. Noi siamo andati con tutti i nonni al seguito quindi abbiamo scelto una di quelle strutture tipo villaggio, con piscina, ristorante interno all’albergo ma anche la possibilità di avere un cucinino in camera. Se siete amanti del calcio, esiste anche l’albergo di Cristiano Ronaldo, con annesso museo. Nonostante l’isola abbia vissuto coppie celebri nel passato (ma lo sapevate che la moglie di Cristoforo Colombo era di Madeira?), il campione del pallone viene ricordato con più enfasi un po’ ovunque.

Per visitare l’isola avete bisogno di una macchina: ci sono tante cose da vedere e sparse un po’ ovunque. La rete di collegamenti con i pullman è ben fatta ma non vi concede certo pause o deviazioni. Per i piccoli spostamenti può essere conveniente usare il taxi, ce ne sono ovunque sull’isola. Noi abbiamo noleggiato l’auto con un’autonoleggio autoctono e ci siamo trovati benissimo, rispetto ad altri autonoleggi questo è risultato più conveniente.

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Quali sono le cose da vedere a Madeira?

  • La parte vecchia della città di Funchal (Zona Velha) e il Mercado dos Lavradores: la città è grande, piena di palazzoni e case una sopra l’altra. La parte vecchia ha un ché di romantico e grazioso. Diffidate dai ristoranti per turisti e infilatevi in qualche barettino nelle vie più strette, spenderete la metà e mangerete le stesse cose. Il mercato invece è un tripudio di odori e colori, da non perdere!
  • Da Funchal prendete la funivia che porta a Monte, il paesino che sta alle spalle della città. Da li potete scegliere se proseguire con un altro tratto di funivia e andare ai Jardim Botanico, annoverato tra i più belli del mondo. Se non ve la sentite di fare un altro passaggio in funivia, o non siete appassionati di fiori, c’è un onesto giardino botanico anche a Monte. Da Monte potete provare la discesa con la slitta. Noi ci siamo accontentati di guardarli, visto il costo non proprio contenuto.
  • Se cercate un parco giochi, ne troverete uno al Parque de Santa Catarina, in centro a Funchal.

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  • La parte nord dell’isola ha un clima completamente diverso: fa più freddo e spesso anche il tempo è peggiore. Noi abbiamo sempre trovato nubi e pioggerella quando ci siamo stati (comunque basta una buona giacca anti vento). Degne di nota sono Santana, con le sue case triangolari, e Porto Moniz, con i suoi paesaggi mozzafiato. Abbiamo saltato l’acquario di Porto Moniz perché ci hanno detto che non era un granché mentre ci siamo gettati a capofitto nel parco tematico di Maderia. Ecco, se siete già da quelle parti una sosta fatela, costa davvero poco, ma non andateci apposta. Un po’ non ha molto da offrire, un po’ è fatiscente. Comunque i bambini si sono divertiti tantissimo lo stesso, sappiatelo!
  • Fate una sosta a Machico: se non altro per l’accesso al mare, uno dei pochi, ovviamente di sassi. Molti accessi al mare sono stati costruiti con grandi gittate di cemento ad hoc. L’unica spiaggia di sabbia è fatta con sabbia importata dal Marocco!
  • Vale una visita il museo delle balene a Canical: io ero completamente ignorante in materia e per quanto mi renda conto che la caccia alle balene sia una cosa orrenda, devo dire che è davvero affascinante, sopratutto se fatta con lance, arpioni e poco altro. Ha un ché di epico. La seconda parte del museo invece è dedicato alle balene e alla loro vita.

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  • Se siete dei camminatori, concedetevi una gita nell’entroterra in uno dei mille sentieri che costeggiano le Levadas, il sistema di irrigazione dell’isola. L’entroterra è davvero bellissimo, con panorami mozzafiato e colori strepitosi. Le strade per raggiungerlo sono per guidatori provetti e cuori forti: non mancano strapiombi sprotetti e strade minuscole in super pendenza.
  • Della parte est dell’isola non perdetevi (a meno che non soffriate di vertigini) il balcone panoramico a Cabo Girao e il villaggio di pescatori a Camara de Lobos dove pescano il pesce sciabola (che in portoghese si dice espada, perciò per giorni abbiamo mangiato questo pesce commentando sempre che come pesce spada aveva un sapore e una consistenza parecchio strani.. eh eh).
  • Per visitare l’entroterra non dovete soffrire mal d’auto: le curve si sprecano e le strade, essendo strette, non permettono di andare troppo veloci perciò anche per fare pochi km ci vuole parecchio tempo. Valgono davvero la pena di una piccola fatica Curral das Freiras, un paese circondato da montagne, dove si pensa fosse la bocca del vulcano, e il Pico do Arieiro, dove il paesaggio è da film, lascia davvero senza parole!

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Non ci abbiamo messo più di una settimana a vedere tutto, se non altro perché in vacanza il tempo scorre ad una velocità diversa. Diventa denso e non sfugge. Non ci sono obblighi, scadenze, appuntamenti: godetevi il tempo dell’ozio!