Perché i bambini fanno la lotta?

A casa nostra, con un certa regolarità, Giacomo e Nicolò fanno la lotta: a volte riescono a giocare senza farsi male, a volte no (ma ammetto che è un evento davvero raro) e finisce in tragedia tra chi piange disperato e chi implora perdono (temendo l’ira materna).

All’inizio non era facile assistere alle loro lotte in silenzio, la tentazione di intromettersi era tanta (e spesso assecondata) ma l’unica cosa che ottenevo era il malcontento generale: io perché si stavano picchiando (ai miei occhi), loro perché avevo interrotto il loro gioco.

La verità è che non ero assolutamente abituata ad un gioco così fisico, un po’ perché ero una bambina e quindi per indole meno “fisica” e un po’ perché sono figlia unica e quindi sempre sola nel gioco.

La lotta, poi, in noi genitori è vista come qualcosa di “violento” e quindi di per sé inaccettabile. La verità è che la lotta è un gioco trasversale non solo a tutte le culture, ma anche a tutte le specie: tutti gli animali, infatti, fanno questo gioco.

gina blog

Perché il gioco della lotta fa bene ai bambini?

Innanzitutto è un gioco che coinvolge mente e corpo: braccia, gambe e tronco sono in movimento, tutti i muscoli sono in tensione e coinvolti ma non solo; per lottare ci vuole anche strategia e attenzione, sia per evitare i colpi avversari, che per cercare di sovrastare l’altro lottatore e “vincere”.

Lottare poi non va confuso con picchiare, raramente l’azzuffata comincia in seguito ad una discussione ma, molto spesso, è proprio un gioco a sé. I bambini si azzuffano, si rincorrono, si colpiscono, rotolano, si buttano l’uno addosso all’altro ma senza farsi male. Quello che si nota, poi, è che la loro espressione è gioiosa: nella lotta spesso ci sono urla e risate, a volte si improvvisano veri e propri giochi di ruolo (“io faccio così, tu fai allora cosà”) che dimostrano che i bambini si stanno davvero divertendo.

Se ci addentriamo in campi più scientifici, come le Neuroscienze, è stato anche dimostrato che il gioco della lotta (o comunque i giochi “turbolenti”) ha un effetto antistress poiché favorisce il rilascio di ormoni del benessere come gli oppioidi, contribuendo così a favorire stati emotivi positivi: avete mai notato, ad esempio, che alla fine della zuffa i piccoli sono perfettamente sorridenti e in grado di giocare insieme con una serenità che quasi sembra irreale?

Quindi, questo tipo di gioco aiuta ad abbassare i naturali livelli di aggressività che fanno parte dell’indole dei bambini. Non bisogna mai dimenticarsi che i bambini vivono le emozioni al 100% senza possibilità di filtrarle, come invece facciamo noi adulti: la loro aggressività naturale non va soppressa, ma aiutata ad essere riconosciuta e vissuta nel migliore dei modi, come per tutte le emozioni.

Va bene giocare alla lotta insieme ai bambini?

Assolutamente si! Spesso i bambini cercano di coinvolgerci in questo gioco, ci assaltano, ci tendono agguati, saltano sul letto al risveglio, scambiando le lenzuola per un ring e rendendo così la sveglia.. traumatica!

Questo deve essere vissuto come una bellissima opportunità: offre ai bambini la possibilità di avere un contatto fisico con noi (che per loro è assolutamente vitale e genera benessere) oltre a permettergli di misurarsi con degli adulti di cui si fidano e non hanno paura, sanno benissimo, infatti, che i genitori non gli faranno mai del male né li metteranno davvero in pericolo anche se sono più grandi e forti di loro.

Il gioco di lotta prevede momenti in cui si domina e momenti in cui si è dominati dall’altro e ciò permette ai bambini di scaricare l’aggressività da un lato e di percepire la propria forza dall’altra.

gioco della lotta

Come evitare che i bambini si facciano male nel gioco?

Prima di tutto occorre accertarsi che sia un gioco e non, appunto, una lotta vera e propria. Come detto, nel gioco ci sono sorrisi e volti distesi, non vi è aggressività o volontà di fare male. Se notiamo, invece, che ci sono forti segnali di stress usiamo questo momento per aiutare i bambini ad esprimere i loro sentimenti senza bloccarli sgridandoli o mettendoli in castigo.

Poi assicuriamoci che l’ambiente sia idoneo: nessuno spigolo vivo in vista, oggetti appunti o pericolosi in giro (anche una macchinina lasciata a terra, se ci si scivola sopra, può diventare pericolosa), spazi troppo angusti che aumentano in modo esponenziale il rischio che si facciano male giocando.

Ricordiamo ai bambini che quello che stanno facendo è un gioco, perciò lo scopo non è fare del male, ma divertirsi. Questo sopratutto se notate che il livello di aggressività ed eccitazione cresce in modo eccessivo durante il gioco: eventualmente valutate l’opportunità di far fare ai bambini una breve pausa, se lo ritenete opportuno.

Buona lotta!