Lettera ad un figlio

Caro figlio,

quando ho scelto di averti sapevo che il mestiere di genitore non era mica facile.

Però non credevo nemmeno così difficile e faticoso. E non parlo della fatica fisica, eh. Quella mi piace. Quando mi dici “mamma, mi prendi?” e cominci a correre ridendo a me piace tantissimo, so che sta cominciando un gioco tutto nostro che ti fa ridere di gusto e che mi permette (come se mi mancassero le occasioni) di riempirti di baci e di stringerti forte forte (sempre se riesco a prenderti, eh! Perché ti fai di anno in anno più veloce!). Beh, in quel momento li, come in tanti altri, a me straripa il cuore di felicità.

Una felicità che prima di te non conoscevo, una felicità semplice e genuina, una felicità senza pensieri, solo di cuore. 

Giocare con te è (finalmente!) diventato divertente, anche se un filino ripetitivo a volte (tipo quando mi fai rifare la stessa azione 50 volte). Quando mi dici “no mamma, daaaai, fammi giocare ancora un pochino!” io fatico sempre a dirti di no, anche se è tardi o se abbiamo altro da fare perché non c’è niente di più bello che vederti giocare con gusto, immerso nel tuo mondo fantastico, ascoltando di nascosto i tuoi discorsi immaginari.

No, la fatica che intendo è un’altra, quella di far si che tu, un domani, sia un bravo uomo.

Un uomo giusto, retto, sincero, aperto, generoso, educato, sorridente, di buon cuore.
Un uomo romantico e attento. 
Un uomo gentile.
Un uomo sicuro di sé, capace di guardare avanti e di guidare la tua nuova famiglia.
Un uomo delicato con i suoi figli.
Un uomo buono.
Un uomo che pensa.

Io non so come si fa a farti diventare tutte queste cose qui. Non so se quello che sto facendo lo sto facendo nel modo giusto. Se tutto l’impegno che ci sto mettendo sia orientato in modo corretto. Se, facendo diversamente, otterrei risultati diversi. Se sarai ciò che sarai, indipendentemente da me.

Però, figlio mio, quello che so è che ci sto mettendo tutta me stessa, tutto l’amore che posso, tutta la pazienza che riesco, tutti i baci del mondo, tutta la mia voglia di essere la madre migliore possibile.

E ti prometto anche, figlio mio, che rimarrò sempre accanto a te, pronta a raccogliere ogni tua lamentela e a correggere, dove possibile, i miei errori.

Ma, ricorda, ciò che sarai domani, sarà solo merito tuo, che mi hai accompagnato giorno dopo giorno in questo difficile cammino che è la genitorialità.

Ti voglio bene, mio adorato topolino,

la tua mamma
gioco condiviso