La notte delle mamme

Prima dell’arrivo di Nicolò la notte era fatta per dormire.

O per fare tardi a chiacchierare.
O per osservare le stelle.
O per ballare fino all’alba.
O per amoreggiare.
O per qualcos’altro, ma non mi viene in mente.

la notte delle mamme

Ora la notte SPERI sia per dormire, ma il più delle volte non lo è.

E’ fatta di veglie infinite con infanti infastiditi da chissà cosa.
Di shh, coccole, parole sussurrate, minacce pensate, improperi lanciati al destino beffardo.
Di interrogativi esistenziali, in un crescendo di disperazione e arrendevolezza: “come farò a sopravvivere a domani se questo demone di 70 cm non mi fa dormire?“, “cosa ho fatto di così malvagio nella vita precedente per meritarmi questo?“, “perchèèèèèèèè???“, “ma le pile dove si tolgono?“, “ma non ti stanchi mai di stare qui a fare occhi negli occhi con la mamma? Non possiamo farlo di giorno?

la notte delle mamme
Di sonni interrotti mille volte, ma comunque stranamente riposanti.
Di mantra ripetuti all’infinito: “sono calma e rilassata, per nulla infastidita dal nano insonne, sono calma e rilassata, per nulla infastidita dal nano insonne….sono calma..” nella speranza che lui lo senta, si rilassi e faccia l’unica cosa che gli viene chiesta: dormire.
Di cambi di pannolino.
Di latte.
Di spuntini.
Di programmi, liste, propositi, pensieri, perchè quando il piccolo si è finalmente addormentato, tu non hai più sonno.

la notte delle mamme

A volte penso sia stancante. Troppo.
A volte penso sia un’occasione. Se non avessi mai avuto Nicolò, non avrei mai saputo cosa fanno i genitori di notte.
A volte mi immagino altre mille mamme vaganti, nel buio della notte, e mi sento meno sola.
A volte immagino piccole luci accese in città silenziose come se, in quella casa lì, le regole che governano il ritmo sonno-veglia del mondo non esistano.
A volte non so se è successo davvero o se è stato solo un sogno.