I bugiardi 4 anni

Chi non si è chiesto, magari proprio mentre il vostro ometto stava spegnendo 4 favolose candeline, “e adesso cosa devo aspettarmi?”.

Tutti ci raccontano mese per mese, cosa ci aspetta il primo anno di vita del nostro dolce batuffolo. Sui “terrible two” le pubblicazioni si sprecano. Dei tre se ne parla qui e là tra mamme, ci si confronta con la maestra, l’insegnate di musica, la vicina che ha 7 figli e ne sa più di tutti ma un po’ si crede di essere usciti dal tunnel dell’ignoto perché, quantomeno, “ora parla decentemente e sa dire che cosa non va” e il dialogo è una forma educativa che, talvolta, pare funzionare al meglio.

Poi arrivano i 4 anni. E lui ti lascia di nuovo di stucco.

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Prima di tutto, non è proprio più il bambino ispido carino e coccoloso che è sempre stato. I tratti somatici cambiano, si affinano, si avvicina di più alla fisionomia di un bambino, la testa guadagna una proporzione decente nei confronti del resto del corpo, si delineano i muscoli, migliora la coordinazione motoria, la capacità di ascolto e concentrazione. Se vuole una cosa che è troppo in alto per lui, prima di chiedere prova a risolvere il rompicapo da solo: a volte avvicinando la sedia, a volte arrampicandosi sulle mensole della credenza, a volte usando un bastone.. insomma, dimostra che la sua capacità di problem solving si è decisamente evoluta (e i vostri occhi dietro la testa devono rimanere sempre aperti).

La fantasia raggiungerà vette impensabili, senza apparente confine. Tutto può essere e può succedere. Sarà gattino, supereroe, mamma, bimbo piccolo, postino, poliziotto.. magari tutto insieme! Qui va molto il poliziotto-meccanico-muratore, come si conciliano le tre cose non lo so, ma lui pare sentirsi estremamente a suo agio in questo ruolo. Anzi, dichiara che questo sarà il suo lavoro da grande. Tutto. Non solo uno dei tre.

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Saprà farvi delle domande improbabili nelle ore più impensabili, senza che questo appaia assurdo ai suoi occhi: l’altra mattina alle 6 mi ha chiamato per chiedermi “ma mamma, se un dinosauro cade nel vulcano, muore? E se ci cade un uomo? E se cadono insieme?”. Vi stupirete del numero di domande che possono essere fatte in un minuto. E tutte di un certo senso compiuto.

Oltre alle domande, cercherà conferme. “Mamma, ma è vero che..” sarà un altro dei vostri tormentoni. Da questioni di grattaceli e montagne, a piccole conferme di quotidiane azioni. Vi consiglio di essere possibilisti in questa fase. Non sta cercando davvero una conferma, ma sta sperimentando un racconto del mondo visto dai suoi occhi. Non sempre la risposta “no, amore, questo non è proprio possibile” sarà tollerata.

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Si scoprirà esploratore del proprio corpo: se non c’è ancora passato, svilupperà un’attrazione speciale per i suoi organi genitali e cercherà di giocarci in ogni dove, indipendentemente dal contesto. Se improvvisamente si ricorda di quanto è bello tirarsi il pisello mentre sta giocando in sala.. perché non interrompere il gioco e provare questo che di solito dà piacevoli sensazioni? Noi abbiamo trattato la cosa con la massima naturalezza, abbiamo messo dei paletti (sei libero di giocare con il tuo pisello ma solo in camera tua) e la cosa si è spontaneamente risolta nel giro di qualche mese (nonostante i paletti, preparate le nonne, noi ce ne eravamo dimenticati e siamo certi di essere colpevoli di qualche capello in bianco in più: “ma lo sai cosa fa tuo figlio quando si chiude in camera suuuuuuuuuuaaaaaaaaa?” mi hanno sibilato entrambe quando lo hanno colto sul fatto). Finita la fase del pisello, qui siamo caduti nella fase dello sporco tra le dita dei piedi, basta togliergli un calzino che la caccia al tesoro ha inizio! Sono incerta di voler scoprire la prossima tappa del nostro personalissimo “alla scoperta del corpo umano“.

Gli amici diventeranno il centro del suo mondo: ne avrà uno del cuore e poi tanti altri e, a tratti, diventeranno più importanti di voi. Sopratutto se hanno giurato e spergiurato che una qualsiasi cosa si può fare o mangiare o avere. Inevitabilmente comincerete un girone dantesco di pomeriggi a casa di altri e poi mille bambini a casa vostra. Preparate una buona torta e prendetela con filosofia. Magari avrà anche una fidanzata, o più di una. Sceglierà la sua prima sposa, ma non fidatevi troppo dei suoi “ti giuro, mamma, è la bambina della mia vita e me la sposerà quando sarò adulto”, potrebbe cambiare idea già la settimana successiva. Quindi non state troppo a preoccuparvi se i futuri consuoceri non vi piacciono più di tanto..

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Ultimo e non meno importante: diventerà un bugiardo provetto. Non sarà mai colpa sua, nemmeno davanti alla più ovvia evidenza: anche se stava giocando lui con quel oggetto che si è rotto, sarà sicuramente colpa di altri (primo tra tutti il fratello, ovviamente) anche se nessuno in quel momento era insieme a lui. Negherà ogni crimine e malefatta con inaudita caparbietà. Voi passerete, ciclicamente, fasi alterne: sarete comprensibili e passerete molto tempo a spiegargli l’importanza di dire sempre la verità oppure vi sentirete presi in giro in modo intollerabile a vi arrabbierete molto. A questa questione non sono ancora riuscita a porre rimedio in modo efficace, con nessuna tecnica, dalla più buonista a quella della pedagogia nera. Si accettano suggerimenti in merito o pozioni magiche da fargli bere nella notte per trasformarlo in un bambino meno Pinocchio.

 Vi viene in mente altro?