Come aiutare un bambino a crescere sereno

Nei primi 12 mesi di vita è fondamentale costruire un legame forte con mamma e papà. Come? Rispondendo ai bisogni del proprio bambini, non solo per quanto riguarda il cibo, ma soprattutto per calore, coccole e stimoli.

Tutti i bambini sono programmati geneticamente per diventare intelligenti: si divertono a imparare fin dai primi mesi e i genitori possono aiutarli moltissimo a sviluppare le loro potenzialità.

I bambini hanno bisogno di fiducia

Fiducia primitiva: è questa la parola magica che può portare grandi e piccini a vivere pienamente. La voglia di vivere e di imparare è innata in ogni bambino. Quello di cui ha bisogno per sviluppare tutte le sue inclinazioni si chiama sicurezza. Il modo migliore, cioè, attraverso il quale i bambini possono imparare a scoprire e a capire il mondo, è sentire la vicinanza e la protezione dei genitori o di altre persone di riferimento. Solo così si sentono sicuri.
I loro piccoli cervelli lavorano particolarmente bene se sono rilassati, se imparano senza paura o senza stress e se riescono ad assimilare le informazioni che il mondo offre loro.

Karl Heinz Brisch, studioso di relazioni interpersonali dell’Università di Monaco di Baviera, insieme a Gerald Hüther, psichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza e neurobiologo dell’Università di Gottinga, sta studiando da anni di cosa hanno bisogno i bambini per uno sviluppo sano. Ecco le loro conclusioni:

  • UN FORTE LEGAME CON MAMMA E PAPA’

Il bambino deve sentirsi capito, quindi i genitori devono soddisfare prontamente i suoi bisogni, in particolare nutrirlo, dargli calore, tenerezza e stimoli.
Il legame si stabilisce quando i genitori si fidano del loro intuito, in un continuo scambio con il bambino attraverso il contatto fisico, quello visivo e il dialogo. L’amore che i genitori danno al bimbo, lo ricevono a loro volta sotto forma di un sorriso estasiato, di un gridolino soddisfatto o semplicemente notando i piccoli progressi che sta facendo.

  • L’IMPORTANTE E’ SPERIMENTARE

Il mondo è un grande laboratorio e i bambini sono molto curiosi: osservano e sperimentano in continuazione. Mostrano a mamma e papà a che cosa sono interessati, dai cinque mesi indicano con la manina, quando vedono un viso che conoscono ridono e con loro con i primi suoni della lallazione invitano i genitori a parlare.

  • NON AVER PAURA

La voce alta della vicina? E la luce abbagliante del lampo? Sono pericolosi? Un rapido sguardo a mamma e papà li tranquillizza: la loro posizione rilassata, la loro mimica serena, la voce calma, insomma, tutti segnali che va tutto bene.
Check back“: così chiamano i ricercatori le rassicurazioni che i piccoli cercano dai loro genitori già a tre o quattro mesi. Questo check back sarà sempre più importante, quanto più attivi i piccoli diventeranno.
A circa nove mesi, nei loro primi tentativi di gattonare, i bimbi cercano sempre di vedere attraverso il contatto visivo con i genitori se la mamma o il papà approvano quello che stanno facendo e si lasciano incoraggiare o frenare.
I bambini nel primo anno di vita imparano molto velocemente. Il loro cervello in questo periodo diventa tre volte più grande rispetto alla nascita! Tutti i collegamenti importanti nei vari settori del cervello sono attivati e i bambini hanno già acquisito delle conoscenze a livello intellettivo che saranno poi la base per il loro successivo sviluppo mentale.
Iniziano a pensare in modo astratto: verso la fine del primo anno di vita i piccoli sanno che le cose continuano a esserci anche se non si vedono. È così che possono richiamare alla memoria l’immagine di mamma e papà anche se sono separati da loro.
E’ un passaggio fondamentale nel percorso verso l’autonomia: più il bambino riesce ad avere dentro di sé l’immagine dei suoi genitori, più facile gli riuscirà il primo passo nel grande mondo.

Come genitori, spesso, abbiamo tantissimi dubbi in merito alla crescita dei nostri bambini: confrontarsi con una persona esperta può aiutare a trovare risposta alle molteplici domande che quotidianamente ci facciamo.

Nello specifico, tutti i suggerimenti che avete appena letto arrivano da un confronto avuto con la d.sa Chiara Mensio, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

La d.sa Chiara Mensio lavora in diverse realtà lombarde, il modo più semplice per contattarla e chiederle eventualmente un colloqui è quello di inviarle una mail (chiamns@virgilio.it)