Cosa regalare ad un bambino di un anno?

margherita

Margherita ha appena compiuto un anno e in tanti mi chiedono cosa poterle regalare.

Ammetto che, essendo una terza figlia, non sempre è facile trovare la risposta giusta ma, con un pochino di pazienza, sono riuscita a stilare un elenco di 10 giochi utili per un bambino di un anno:

  • LETTORE MUSICALE PER BAMBINI

La musica è un linguaggio e, se insegnato fin da piccoli, li aiuterà a comprenderlo fino in fondo, una volta grandi. Margherita ha una spiccata propensione per la musica, abbozzando canzoncine e ballando ogni volta che sente anche solo l’accenno di un brano musicale, questo per lei è il miglior regalo possibile.

 

  • LIBRI

Si lo so, sono di parte. A casa nostra i libri non sono mai abbastanza. Ora è il momento giusto per introdurre quelli di cartone, con poche immagini e parole (meglio ancora se con una sola immagine per pagina) ma molto colorati.

  • GIOCO DEGLI INCASTRI

Ad un anno sono nel pieno della fase in cui mettono e tolgono le cose dalle scatole, questo genere di giochi gli offre una piccola difficoltà in più: trovare il pezzo giusto per il buco giusto, il divertimento da parte loro è assicurato.

  • CARRELLINO PRIMI PASSI

Più o meno intorno all’anno di età (chi prima, chi dopo) i bambini cominciano a camminare. Ma prima di muoversi in autonomia su due piedi, passano una fase in cui spingono qualunque oggetto per cercare di muoversi e sostenersi allo stesso tempo. Il carrellino può essere un regalo gradito (sopratutto alla schiena della mamma).

  • TORRE IMPILABILE CON INCASTRI

Un passo prima della classica torre di cubi da impilare, che presume capacità che non hanno ancora sviluppato i bambini di un anno, c’è la classica torre con gli anelli da impilare. Gli anelli, essendo grossi e colorati, sono facili da maneggiare (oltre che irresistibili da assaggiare!). La guida interna della torre li aiuta ad impilarli. Per bambini con genitori che accettano che non sempre la torre si completi nel modo giusto! 😉

gina barilla blog

  • PALLA

E’ un ever green. Non passa mai di moda, non stufa mai. Una bella palla di dimensioni medie, colorata e leggera è un regalo semplice ma sempre ben gradito ai più piccoli (un po’ meno alle mamme che temono la distruzione di tutti gli oggetti fragili presenti in casa). Ci sono poi anche versioni per i più piccoli, sia sensoriali che in grado di aiutarli nella presa.

  • FATTORIA PARLANTE

E’ uno di quei giochi senza tempo, che a casa nostra va tantissimo. I fratelli azionano il meccanismo e lei ride per i versi degli animali e prova a canticchiare la canzoncina. Il gioco è piuttosto resistente visto che lo abbiamo da quando Nicolò era piccolo.

  • GIOCHI PER BAGNETTO

Per noi il momento del bagnetto è un momento di gioco (e anche di relax per la mamma che baratta 5 minuti di pace in cambio di un bagno semi allagato a causa dei tuffi e delle immersioni dei grandi). Lei, ora, ama osservare l’acqua che scorre. Come fare, quindi, per non consumare tutta l’acqua disponibile? Ecco la soluzione!

  • GIOCHI SONORI

Anche se sono i meno graditi per le nostre orecchie, sono tra i preferiti dei nostri bambini. Margherita ama generare il suono battendo gli oggetti tra di loro o un oggetto su una superficie qualsiasi (compresa la testa dei fratelli!).

  • GIOCHI CAVALCABILI

In giardino abbiamo un paio di macchinine cavalcabili, che hanno vissuto anni e anni di intensi giochi da parte dei fratelli più grandi. Ora sono quasi in pezzi, consumate dall’uso e dal sole, ma lei ama salirci sopra appena le vede. Essendo anche molto basse ha già imparato a salirci da sola, la discesa, invece, è ancora da migliorare..

  • LABIRINTO CON PALLINE

E’ uno dei giochi educativi per eccellenza per sviluppare la motricità fine, la concentrazione, la capacità logica. Intrattiene sia i più piccoli che i più grandicelli (Giacomo, che ha quasi 4 anni ci gioca ancora molto volentieri). In commercio ne esistono mille varianti diverse, dai quello con percorsi facilissimi a quello con percorsi infiniti. Io sono per la via di mezzo, come sempre.

Non rimane che l’imbarazzo della scelta!