Crescere in una famiglia bilingue

Ho incontrato Ana qualche mese fa e mi ha colpito fin da subito: non solo lei e suo marito parlano due lingue diverse, ma per anni hanno anche vissuto in un altro paese straniero. Quindi i loro bimbi sono cresciuti parlando quattro lingue: una vera fortuna!

Ma non tutti la pensano allo stesso modo: i dubbi sono sempre tanti, sopratutto si teme che i bambini abbiano maggiori difficoltà all’inizio, quando il linguaggio è tutto da apprendere. E’ davvero così?

Come e’ nata la scelta di crescere i tuoi bimbi bilingue fin dalla nascita?

Abbiamo deciso di fare crescere i nostri bimbi con due lingue madri ancora prima che nascessero, e così è stato quando e’ nata la prima bimba. Io sono di nazionalità bulgara, nata e cresciuta in Bulgaria. Lì ho frequentato scuola e universita’, poi ho trascorso due lunghi periodi all’estero grazie ai programmi universitari di scambio. Mi e’ sempre piaciuto studiare lingue straniere, imparavo con facilita’ sia a scuola che quando vivevo all’estero.

Proprio queste esperienze mi hanno dato la possibilita’ di notare un fatto molto importante, sul quale non avevo mai riflettuto in precedenza: anche se riesco ad usare una lingua quasi alla perfezione, non diventerà mai la mia madre lingua. Mancheranno sempre quelle finezze di espressione che puoi avere solo se sei cresciuto con quella lingua, se ce l’hai nel sangue, l’hai appresa nei mille e più libri che hai letto o nelle mille e più canzoncine che hai cantato da bambino.

Ho incontrato mio marito in Italia. Lui e’ italiano, nato e cresciuto in Italia. Allora nessuno di noi immaginava che a breve ci saremmo trovati a prendere una decisione (una di tante!) molto particolare ed importante. In quel periodo abitavamo in Italia e tra di noi parlavamo italiano. Prima ancora che nascesse la nostra prima figlia abbiamo iniziato a pensare a come avremmo comunicato con lei. Io non avrei potuto immaginare di parlare con lei altro che la mia propria ed unica madre lingua, il bulgaro. Come mio marito, d’altra parte, non potrebbe sentirsi più a suo agio se non parlando in italiano.

Quando la piccola e’ nata, ognuno di noi ha iniziato fin da subito a parlarle nella propria madre lingua. Lei ha iniziato a dire le sue prime parole attorno a 10-12 mesi.. in bulgaro! Nonostante lo sentisse soltanto da me, e fosse ‘immersa’ nell’italiano che sentiva da tutti intorno: papa’, parenti, amici, ecc.. Uno-due mesi dopo ha iniziato a ripetere anche parole e frasi in italiano.

Ti racconto un fatto curioso: fin dall’inizio lei non ha mai mischiato le due lingue! Parlava con le persone nella loro lingua.. e non sbagliava mai! Piccola così!

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Quali sono state la maggiori difficoltà nel crescere i bambini bilingue?

Le uniche difficoltà sono state legate al fatto che nessuno, da parte di mio marito, comprendesse quello che io e la bambina ci stavamo dicendo. Ma devo anche dire che mio marito ha iniziato a capire presto!

In diverse occasioni c’è stata una certa mancanza di fiducia, nei miei confronti e verso la bambina; il dubbio più grande era legato al fatto che la bambina potesse avere difficolta’ ad imparare l’italiano, se io stessa non usavo quella lingua per parlarle. Ma come succede in ogni famiglia bilingue, questo non e’ affatto accaduto: la piccola parlava benissimo (e senza alcuna sfumatura di accento) entrambe le lingue.

Avendo già l’esperienza della prima bimba, quando e’ nato il nostro secondo figlio, siamo partiti sulla stessa strada, senza dubbi, senza ripensamenti e, anche con lui, non abbiamo incontrato nessuna difficoltà.

Quali sono i maggiori vantaggi nel crescere i bambini bilingue?

Un vantaggio molto importante è che i bimbi riescono a comunicare liberamente, senza bisogno di traduzione, con le due famiglie.

Hanno la capacità di capire e di esprimersi ugualmente bene sia in italiano che in bulgaro, hanno la ricchezza di conoscere canzoncine, favole, giochi tradizionali, insomma crescono con la cultura di entrambi i Paesi e la pienezza del vocabolario che solo un madrelingua può avere.

E’ difficile da spiegare.. non sono meta’ bulgari e metà italiani, sono bulgari e italiani al 100%: non si sentono in nessun modo esclusi dal partecipare alla vita delle due famiglie allargate, possono giocare e parlare facilmente con bimbi bulgari o italiani, e non solo.

Hanno acquisito la capacita’ di accettare le differenze nel parlare e nel fare, sanno che altri potrebbero non parlare la nostra lingua, e non ci trovano nulla di strano. Talvolta capita che persone sconosciute ci sentano parlare e non capiscano, che ci guardino e facciano spallucce; sentiamo anche dire “ah, io questa lingua non la so”, quasi con fastidio.

Personalmente ho notato, invece, come i bimbi che parlano normalmente due lingue, accettino con più facilità che esistano – nel mondo o accanto a loro – lingue differenti.

bilinguismo

Come siete passati dal bilinguismo al polilinguismo?

Ci siamo semplicemente accorti che i bambini, in modo spontaneo, erano in grado di apprendere un’altra lingua, ascoltandola e ripetendone i suoni.

Quando mia figlia aveva 18 mesi ci siamo trasferiti in Galles per tre anni: con lei abbiamo sempre continuato a comunicare come al solito nelle nostre lingue madri. Lei ha imparato, in quegli anni, a parlare sia inglese che gallese semplicemente frequentando piccole attività (come danza, canto..) o luoghi pubblici (come i negozi o le biblioteche). Il mio secondo figlio.. naturalmente si è trovato a crescere con quattro lingue!

Entrambi i miei figli hanno imparato a capire il concetto di quello che sentono, anche se non comprendono il significato delle singole parole che compongono la frase.

I bambini erano in grado di passare da una lingua all’altra in modo spontaneo: ad esempio, se avevamo ospiti gallesi e inglesi in casa, loro si rivolgevano a me in bulgaro, con il papa’ parlavano italiano, agli amici gallesi chiedevano di giocare in gallese, con gli amici inglesi chiacchieravano in inglese. Tutto questo senza nessuna difficoltà, se non quelle di espressione tipiche dei bambini di età prescolare!

A dimostrazione che i bambini sono diversi, il secondogenito ha iniziato a parlare molto più tardi, attorno ai 18-20 mesi. Era in grado di capire tutto ciò che veniva detto, nel minimo dettaglio, indifferentemente dalla lingua parlata, semplicemente ha iniziato ad usare le parole piu tardi. Anche lui non mischia le due lingue, nemmeno sbaglia nel parlare alle persone nelle loro lingue di origine (cioè, alla nonna bulgara non parla mai in italiano, e neanche in bulgaro alla nonna italiana).

Ora che siamo rientrati in Italia un po’ resta il dubbio che il più piccolo dimentichi l’inglese e il gallese ma mi sto ricredendo: qualche settimana fa mi sono resa conto che stava canticchiando una canzoncina inglese che sentivamo molto spesso in Galles! Di quella canzoncina ho il cd, ma solo con le musiche: nonostante sia quasi un anno che siamo in Italia, lui canta ancora la canzoncina con le parole inglesi.

A volte crediamo che, siccome ha iniziato a parlare più tardi, capisca meno di quello che sente: nulla di più falso!

E’ interessante il modo in cui i miei figli comunicano tra di loro: mia figlia più grande parla al fratello sia in bulgaro che in italiano, dipende da chi abbiamo intorno e se lei vuole o meno coinvolgere le altre persone nella conversazione, oppure se vuole isolarli. Quando eravamo in Galles gli parlava anche in inglese o in gallese, ora non più.

Come si rapportano i tuoi figli con gli altri bambini? Noti delle difficoltà comunicative?

Entrambi i nostri bimbi sono degli osservatori, in parte credo sia un aspetto caratteriale, in parte forse per via dei diversi trasferimenti da quando sono nati. Loro hanno bisogno di dedicare tempo ad osservare gli altri, prima di entrare nel gioco. Lo fanno con gli sconosciuti – sia adulti che bambini – ma anche con persone con cui sono in confidenza, che non vedono da tempo. Una volta “rotto il ghiaccio”, si lanciano nel gioco senza problemi, parlano nello stessa lingua dei bambini con cui stanno giocando.

Ovviamente hanno propensioni comunicative differenti: Stella parla tantissimo! Ha iniziato a parlare attorno ai 10 mesi (con i gesti ancora prima), a costruire le frasi intorno ai 14 mesi, ha sempre usato un vocabolario molto più ricco rispetto alla media dei suoi coetanei. Simone invece, ha cominciato a parlare attorno ai 18-20 mesi (con i gesti attorno ai 9-10 mesi) e con un vocabolario ridotto nonostante capisca perfettamente tutto quello che gli si dice in entrambe le lingue. A differenza della sorella, ha iniziato subito a costruire le frasi.

vantaggi famiglia bilingue

Se vanno gia’ a scuola, hai notato delle difficolta’ nella comprensione e nell’apprendimento?

Stella ha cominciato da qualche mese a frequentare la scuola materna, e per ora non ha nessuna difficoltà.

Hanno sempre frequentato diversi corsi e gruppi di gioco e di attività (babygym, canto, letture in biblioteca…) e non solo non hanno mai avuto difficoltà nella comprensione ma, anzi, hanno sempre mostrato un notevole interesse per quello che stavano facendo.

Se dovessi scegliere di nuovo che strada prendere, ripercorrerei esattamente la stessa fatta fino a qui!