Condividere i giochi sempre: è giusto?

Da brava figlia unica, non sono mai dovuta scendere a patti con nessuno: il gioco era semplicemente mio e stop. Da mamma di tre bimbi, inutile negarlo, ci sono giorni in cui non bastano le dita della mani per contare tutte le liti per la condivisione dei giochi.

Nonostante la condivisione sia alla base della nostra famiglia da sempre, (perfino a Natale, sui pacchetti, compaiono le foto di tutti i bimbi di casa, proprio per rafforzare il concetto che i giochi sono di tutti) nel tempo ho compreso che i bambini hanno bisogno, almeno per una minima parte, di avere delle cose che sono solo proprie.

La condivisione forzata, di tutto, sarebbe difficile anche per noi adulti. Pensiamoci: passiamo la giornata a dire ai bimbi che le cose sono di tutti, per poi discutere con nostro marito se usa una cosa che consideriamo nostra.

divisione dei giochi

Come facilitare la condivisione dei giochi?

  • mettere ben in chiaro quali sono le cose di tutti e quelle strettamente personali per cui serve il permesso del proprietario per usarle;
  • ascoltare le richieste dei bambini: a casa nostra ci sono stati alcuni giochi che erano “di tutti” ma per cui uno di loro ha manifestato un particolare attaccamento per cui, pian piano, è stato riconosciuto come gioco personale;
  • vale anche la regola opposta: se un bimbo non è interessato ad un gioco – dopo averne parlato con lui – mettetelo a disposizione di tutti;
  • fate per ogni bimbo uno spazio personale dove poter mettere le cose importanti per lui. E non sindacate su quello spazio, non sta a voi decidere se quel ritaglio di giornale sia solo un ritaglio o qualcosa di più importante (lo dico per esperienza, Nicolò è un collezionatore di inutilità e, per non finire sommersi dalla sua mania di accumulo, una volta la mese facciamo la cernita di quello che importa ancora e di quello che può essere buttato);
  • insegnate il rispetto della proprietà: se i bambini si sentono ascoltati e riconosciuti come proprietari di un gioco, saranno anche più capaci di condividerlo. Se vengono forzati nella condivisione non otterrete altro che grandi crisi di rabbia.
  • insegnate a chiedere: per i giochi condivisi la regola vale se un altro bambino ci sta giocando. Per i giochi che hanno un proprietario, vale sempre.
  • insegnate ad accettare un no: se il proprietario di un gioco non vuole condividerlo, non è obbligato a farlo. Come personalmente non obbligo i miei figli a giocare con un altro bambino. So che siamo abituati a forzare questa cosa, ma pensateci: se uno sconosciuto vi chiedesse in prestito l’auto, gliela dareste? O se uno arrivasse e vi chiedesse di condividere il vostro computer mentre ci state scrivendo? Impariamo a dare il giusto peso al valore del gioco per i bambini.
  • rispettate i tempi dei bambini: lasciategli tempo di pensare, elaborare, scegliere. Non pretendete una risposta immediata, ognuno ha i suoi tempi di reazione ed è giusto rispettarli. Giacomo è un bambino a cui, se chiedi una cosa, difficilmente risponde subito. Ma nel 99,9% dei casi, se lasciato libero di scegliere, condividerà il gioco, se forzato no, proprio perché non si sente ascoltato.

mio e tuo

Come organizzare al meglio suddivisione dei giochi?

All’inizio ho provato ad andare a memoria, tanto, che ci vuole? In effetti tra ricordarsi di chi è il camion della spazzatura e la terna, non ci sono grosse difficoltà. Ma quando arriviamo ai vagoncini del treno di legno e alle macchinine, li la mia memoria comincia a zoppicare. Cede di schianto quando c’è da distinguere tra due macchinine pressochè identiche o suddividere correttamente le 50 macchinine con 50 sfumature di rosso diverse. Ovviamente, loro sanno benissimo di chi sono, ma spesso mentono per accaparrarsela in quel particolare momento.

Così, quando ho scoperto l’esistenza delle etichette con nome per bambini, ho subito pensato che fossero la soluzione adatta al nostro caso!

Mi sono divertita a personalizzare con Giacomo e Nicolò le etichette per loro, in modo si sentissero da subito coinvolti in questa nuova forma riconoscimento per i proprio giochi. Siccome da un po’ di tempo anche Margherita riesce a raggiungere con un certa facilità buona parte dei loro giochi, mi hanno chiesto se si potevano avere etichette adatte anche per lei. Nel suo caso, avendo per lo più giochi morbidi e di tessuto, ho optato per le etichette termoadesive personalizzate, perfette per tutti i tipi di tessuto.

D’ora in avanti, la suddivisione dei giochi sarà sicuramente più facile!

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Siccome Margherita è diventata piuttosto vagabonda, ho comprato anche i braccialetti antismarrimento per bambini: anche per questo anno è presto, per l’anno prossimo direi che mi serviranno sicuramente!

Se volete provare anche voi questa soluzione, perfetta anche per etichettare tutto il materiale di asilo e scuola, al momento dell’ordine, sul sito Stickerkid, inserendo il codice GINABARILLA avrete il 10% di sconto.

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Post in collaborazione con Stickerkid