Chat di classe: le regole per sopravvivere

Lo scorso anno, in un moto di autolesionismo, mi sono candidata come rappresentante di classe: nonostante non conoscessi quasi nessun genitore e avessi fatto la peggior presentazione di me stessa di tutta la vita, sono stata eletta.

Ci credevo così poco che sono perfino rientrata a casa prima dello spoglio, con la giustifica di aver lasciato a casa una bimba piccola in balia del padre e dei fratelli..

Al di là del pessimo inizio.. il primo scoglio da affrontare era la famigerata chat di classe su whatsapp: non solo ne avrei fatto parte (non a caso è uno degli strumenti più temuti dalle mamme), ma mi sono trovata ad esserne proprio la responsabile.

Credo molto nell’utilità di questo strumento per la velocità con cui permette di comunicare con gli altri, ma so che alcune esperienze sono state disastrose, con chat perennemente invase di messaggi inutili e superflui. Alcune mie amiche si sono fatte togliere dalla chat, altre l’hanno silenziata e non la leggono nemmeno.

Se tutti rispettiamo poche e semplici regole di buona educazione, la chat di classe può diventate uno spazio piacevole dove scambiarci informazioni utili per la scuola e (perché no) per il tempo libero (tipo attività per bambini nei dintorni o feste e manifestazioni di vario genere a misura di famiglia).

Chat whatsapp di classe: basta un po’ di educazione

La prima cosa che ho fatto, dopo aver creato la chat di classe, è stata quella di mettere delle regole:

  • Limitare al minimo le notifiche: siccome siamo in tanti, ad ogni messaggio è meglio rispondere solo se necessario (ovvero è inutile ricevere 22 notifiche perché tutti scriviamo “ok” in seguito ad un messaggio come “domani tutti con le calze rosse” così come se qualcuno chiede un’informazione, dopo che gli è stata data dal primo che risponde, è meglio evitare di scrivere 22 volte la stessa cosa).
  • Presentarsi tutti una volta: almeno all’inizio della chat, è bello presentarsi tutti così da permettere, a chi vuole, di salvarsi il numero in rubrica (e di identificare l’interlocutore in modo meno criptico della foto di stato – che spesso rispecchia il nostro umore o è un meraviglioso primo piano del cagnolino – o del nomignolo che ci siamo auto dati (amica-del-cuore o proud-of-my-self, per non parlare delle cucciola-84).
  • Notizie utili: non di sola scuola si vive. perciò, nella nostra chat, sono benvenute anche le notizie sulle attività per bambini di vario genere (ad esempio qualche festa o sagra nelle vicinanze, laboratori, teatro.. e così via).
  • No alla polemica: la chat è un luogo utile e non distruttivo, le polemiche sono sempre tacitate velocemente. Ogni notizia condivisa, deve essere prima accertata (o deve essere accertata nel minor tempo possibile).
  • Salutare: sembra banale, ma educazione chiama educazione, all’inizio e alla fine delle comunicazioni “di servizio” è carino salutare, magari la cosa diventa contagiosa!

In ogni caso, ho consegnato anche un elenco con numeri di telefono e le e-mail di tutti in forma cartacea (dopo aver fatto firmare a tutti un foglio consenso, ovviamente, per buona pace degli alberi abbattuti).

Ad un anno di distanza posso dire che queste regole sono state (più o meno) rispettate e apprezzate da tutti. La chat è uno strumento funzionale e utile ma, sopratutto, con poche regole è diventato anche piacevole!